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Certificazioni, rating e valutazioni ESG

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Rating CDP: cos’è, come funziona e come viene calcolato

Rating CDP: cos’è, come funziona e come viene calcolato

Come leggere, calcolare e migliorare il punteggio CDP

Foto ritratto Alessandro Nora
Alessandro Nora
Immagine di copertina illustrata sul rating CDP, con un report di sostenibilità centrale e un grafico circolare del punteggio, collegato a icone che rappresentano clima, foreste, acqua, governance, valutazione dei rischi e miglioramento delle performance.

Cos’è il rating CDP e cosa misura

CDP, originariamente conosciuta come Carbon Disclosure Project, gestisce un sistema internazionale di rendicontazione ambientale attraverso il quale le organizzazioni comunicano informazioni relative alla propria gestione degli impatti ambientali.

Il rating CDP è il risultato della valutazione delle informazioni inserite nel questionario. Non misura semplicemente la quantità di emissioni prodotte da un’azienda né assegna automaticamente un punteggio migliore a chi presenta valori assoluti più bassi.

La valutazione considera il livello di maturità con cui l’organizzazione identifica, misura e gestisce le proprie questioni ambientali. CDP analizza quindi elementi come la completezza delle informazioni fornite, la comprensione dei rischi, l’esistenza di processi di gestione e la capacità dell’azienda di dimostrare risultati e pratiche avanzate.

Quando si parla di CDP ESG rating, espressione utilizzata spesso nelle ricerche online, ci si riferisce in realtà ai punteggi CDP relativi alle diverse tematiche ambientali. Il CDP rappresenta quindi un sistema specifico all’interno del più ampio panorama dei rating ESG.

Due aziende con profili emissivi molto differenti potrebbero ricevere valutazioni simili se presentano livelli comparabili di governance, qualità dei dati e capacità di gestione. Allo stesso modo, un’azienda può disporre di numerose iniziative ambientali e ottenere comunque un risultato limitato se le informazioni richieste non sono documentate o riportate secondo i criteri previsti dalla metodologia.

Per una società che utilizza il CDP score come indicatore interno, il valore del rating sta anche nella possibilità di individuare lacune operative. Un punteggio basso può evidenziare, ad esempio, dati incompleti, responsabilità poco definite, assenza di obiettivi misurabili oppure processi di valutazione dei rischi ancora poco strutturati.

La valutazione cambia inoltre a seconda dell’ambito ambientale considerato. Nel questionario completo CDP attribuisce punteggi distinti per cambiamento climatico, foreste e sicurezza idrica. Per questo motivo è più corretto parlare di rating CDP riferito a uno specifico ambito piuttosto che di un unico indicatore complessivo della performance ESG aziendale.

Per quali aziende è rilevante il CDP

Il CDP viene utilizzato da aziende di dimensioni e settori diversi, ma tende a essere particolarmente rilevante per le organizzazioni che devono gestire richieste strutturate di dati ambientali da parte di clienti, investitori o altri soggetti della propria catena del valore.

Per alcuni aspetti può essere avvicinato a sistemi di valutazione come EcoVadis, perché in entrambi i casi l’azienda fornisce informazioni strutturate che vengono poi utilizzate per valutarne il livello di maturità. Il focus, però, è diverso. EcoVadis viene utilizzato soprattutto per valutare le performance ESG lungo la catena di fornitura, mentre CDP è maggiormente concentrato sulla rendicontazione ambientale ed è particolarmente diffuso tra grandi gruppi, società quotate e aziende esposte alle richieste di investitori e mercati finanziari.

Questo rende il CDP frequente soprattutto tra aziende con una presenza internazionale, obiettivi climatici formalizzati, una struttura societaria articolata o una forte esposizione alle richieste di trasparenza ambientale da parte del mercato.

Il sistema resta comunque accessibile anche alle PMI, per le quali CDP mette a disposizione un questionario dedicato. Nel 2026 il questionario SME viene valutato sul cambiamento climatico, mentre le informazioni relative a foreste e sicurezza idrica non contribuiscono ancora al punteggio.

Per una piccola o media impresa, la partecipazione può diventare rilevante soprattutto quando arriva una richiesta da un cliente strategico o quando l’azienda vuole strutturare in anticipo la raccolta dei propri dati ambientali.

Dal punto di vista operativo, il CDP è quindi particolarmente utile per aziende con una catena di fornitura articolata, obiettivi climatici formalizzati, una presenza internazionale o richieste frequenti di dati ambientali da clienti e investitori.

Può essere rilevante anche per le organizzazioni che vogliono monitorare nel tempo la maturità dei propri processi ambientali. Il confronto tra un ciclo di rendicontazione e quello successivo permette infatti di identificare quali aree sono migliorate e quali continuano a limitare il punteggio complessivo.

Come funziona la scala del rating CDP

La CDP rating scale utilizza una scala alfabetica compresa tra D- e A. I punteggi sono organizzati in quattro livelli di maturità: Disclosure, Awareness, Management e Leadership. CDP descrive questi livelli all’interno della propria metodologia di valutazione delle aziende.

Infografica sulla scala del rating CDP da D- ad A, con i livelli Disclosure, Awareness, Management e Leadership e il relativo grado di maturità.

D e D- corrispondono al livello Disclosure. In questa fase viene valutata soprattutto la capacità dell’azienda di fornire le informazioni richieste in maniera sufficientemente completa. È il livello di ingresso del sistema e fotografa la disponibilità dei dati necessari a descrivere il proprio profilo ambientale.

C e C- corrispondono al livello Awareness. Per raggiungerlo l’organizzazione deve dimostrare una maggiore conoscenza dei propri impatti, rischi e opportunità ambientali. La qualità della risposta dipende quindi dalla capacità di andare oltre la semplice disponibilità del dato e di spiegare come le questioni ambientali incidano sulle attività dell’impresa.

B e B- identificano il livello Management. A questo livello CDP valuta la presenza di processi e azioni concrete per gestire gli aspetti ambientali individuati. Entrano quindi maggiormente in gioco politiche, obiettivi, responsabilità, piani di intervento e sistemi di controllo.

A e A- rappresentano il livello Leadership. Sono i punteggi associati alle pratiche più avanzate previste dalla metodologia CDP, nelle quali l’organizzazione deve dimostrare un livello elevato di gestione, trasparenza e risultati.

La progressione tra questi livelli è uno degli elementi più importanti per capire il CDP score. Un’azienda non viene valutata attraverso una semplice somma finale di punti raccolti in tutto il questionario. La metodologia prevede una progressione tra diversi livelli di maturità.

Per avanzare tra i livelli, l’organizzazione deve raggiungere le soglie previste e, dove applicabile, rispettare determinati criteri essenziali, che variano in funzione dell’ambito ambientale e del livello considerato.

Se questi requisiti non sono soddisfatti, il punteggio può rimanere fermo al livello precedente anche in presenza di buoni risultati in altre aree.

Questa struttura rende utile leggere il rating insieme ai risultati delle singole categorie. Il punteggio complessivo identifica il livello raggiunto, mentre il dettaglio per categoria permette di capire dove si concentrano eventuali debolezze.

Come viene calcolato il rating CDP

La CDP rating methodology parte dalle risposte fornite dall’azienda attraverso un questionario dedicato. Il punteggio viene calcolato sulla base delle informazioni fornite dall'azienda stessa: collegamenti esterni o allegati non vengono considerati, salvo quando la metodologia li richiede espressamente. Diventa quindi importante riportare le informazioni nel campo corretto e con il livello di dettaglio previsto.

Ogni domanda può contribuire a una o più categorie di valutazione. Nel caso del cambiamento climatico, per esempio, il questionario può raccogliere informazioni relative alla governance, agli obiettivi, alle emissioni, ai rischi climatici, alle politiche aziendali e al coinvolgimento della catena del valore.

Una parte significativa di queste informazioni dipende dalla disponibilità di dati affidabili sulle emissioni. Disporre di una carbon footprint aziendale strutturata consente di ricostruire le principali fonti emissive e organizzare i dati necessari alla rendicontazione.

Le categorie non hanno necessariamente lo stesso peso. Ai livelli Management e Leadership, CDP applica ponderazioni che riflettono l’importanza delle diverse aree ai fini della valutazione complessiva. Questi pesi possono cambiare anche in funzione del settore dell’organizzazione.

Un produttore industriale e una società finanziaria possono quindi essere valutati attraverso una logica generale comune, ma con una diversa rilevanza attribuita ad alcune categorie. Questo consente alla metodologia di considerare la materialità delle questioni ambientali rispetto alle attività svolte.

Il processo segue poi i quattro livelli già descritti: Disclosure, Awareness, Management e Leadership. La risposta viene valutata partendo dal primo livello e può avanzare progressivamente quando raggiunge le soglie previste e soddisfa, dove applicabile, i criteri essenziali richiesti.

Per l’azienda questo meccanismo ha una conseguenza pratica: ottenere molti punti in una singola area non compensa necessariamente una lacuna considerata fondamentale dalla metodologia.

Se, ad esempio, un’organizzazione presenta un inventario dettagliato delle emissioni ma non dispone di processi adeguati per la gestione dei rischi climatici o non soddisfa un criterio essenziale richiesto per il livello successivo, il risultato complessivo può rimanere limitato.

Accanto al rating principale, CDP utilizza anche strumenti di valutazione specifici. Il Supplier Engagement Assessment, precedentemente chiamato Supplier Engagement Rating, valuta il modo in cui le aziende coinvolgono i propri fornitori nella gestione delle tematiche climatiche. Questa valutazione è separata dal punteggio CDP principale.

Come migliorare il rating CDP

Migliorare il rating CDP richiede prima di tutto un’analisi del risultato ottenuto. Il punteggio generale consente di individuare il livello di maturità raggiunto, mentre i risultati per categoria aiutano a identificare le aree nelle quali intervenire.

Infografica sulle principali leve per migliorare il rating CDP: qualità dei dati, obiettivi misurabili, rischi climatici e coinvolgimento dei fornitori

Per un’azienda con un rating C, ad esempio, l’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente compilare più campi nel questionario successivo. Il livello Awareness indica che l’organizzazione ha iniziato a comprendere i propri impatti e rischi. Per passare al livello Management dovrà dimostrare che queste informazioni vengono utilizzate all’interno di processi, obiettivi e azioni strutturate.

La prima leva è quindi la qualità dei dati. Informazioni incomplete, raccolte con metodologie differenti tra sedi o aggiornate manualmente senza controlli aumentano il rischio di incoerenze. Per le emissioni, significa definire chiaramente perimetro organizzativo, fonti dei dati, metodologie di calcolo e responsabilità interne, mantenendo evidenze sufficienti a ricostruire il dato dichiarato. Una corretta classificazione delle emissioni Scope 1, 2 e 3 costituisce una base importante per organizzare il dato emissivo in maniera coerente.

Un secondo ambito riguarda la gestione degli obiettivi. Dichiarare un impegno generale ha un peso diverso rispetto a disporre di un obiettivo misurabile, con anno base, perimetro, scadenza e avanzamento monitorato. Lo stesso principio vale per i piani di riduzione delle emissioni: azioni, responsabili, investimenti e risultati devono poter essere collegati tra loro.

Anche la valutazione dei rischi climatici incide sulla maturità della gestione. Un processo efficace dovrebbe permettere all’azienda di identificare rischi fisici e di transizione, definirne l’orizzonte temporale, quantificarne quando possibile l’impatto finanziario e collegare i risultati alle decisioni aziendali. In questo modo la risposta CDP può essere alimentata da un processo già utilizzato nella gestione del rischio, anziché essere costruita appositamente al momento della rendicontazione.

Per le aziende con una quota rilevante di emissioni lungo la catena del valore, diventa inoltre importante strutturare la raccolta delle informazioni dai fornitori. Dati primari, criteri di valutazione, obiettivi condivisi e processi di coinvolgimento permettono di migliorare progressivamente la qualità delle emissioni Scope 3 e di dimostrare un controllo maggiore sulla catena di fornitura. Un software per la valutazione dei fornitori può aiutare a centralizzare richieste, evidenze e risultati quando il numero di soggetti coinvolti aumenta.

Infine, è utile trattare la preparazione della risposta CDP come un processo distribuito tra più funzioni aziendali. Sostenibilità, acquisti, operations, energia, finanza e gestione del rischio possono essere responsabili di informazioni differenti. Definire in anticipo proprietari dei dati, scadenze, fonti e passaggi di approvazione riduce le verifiche dell’ultimo momento e rende più semplice mantenere continuità tra un ciclo di rendicontazione e quello successivo.

Un software ESG può supportare questo lavoro permettendo di raccogliere informazioni da diverse funzioni, mantenere traccia delle fonti, assegnare responsabilità e monitorare indicatori, obiettivi e avanzamento delle azioni.

Metrikflow supporta le aziende nella gestione e nel miglioramento del rating CDP, aiutandole a rivedere la documentazione disponibile, individuare le aree di miglioramento, strutturare le informazioni richieste e rendere più coerente il processo di raccolta e validazione dei dati.

Un esempio è Eurostampa, azienda italiana fondata nel 1966 e oggi attiva a livello internazionale nella produzione di etichette di alta gamma per i settori wine & spirits, food & beverage e cosmetica. Con stabilimenti in Europa, Regno Unito, Nord America, Messico e India, il gruppo aveva l’esigenza di estendere la rendicontazione CDP oltre la sede italiana e rappresentare in modo più completo la propria dimensione internazionale.

Con il supporto di Metrikflow, Eurostampa ha esteso il perimetro CDP all’intero Gruppo e migliorato il proprio rating da C a B, lavorando sulla qualità e sulla coerenza delle informazioni presentate.

“Metrikflow ci ha aiutato ad affrontare i rating ESG con maggiore chiarezza e una direzione più precisa. Oltre a migliorare i nostri punteggi EcoVadis e CDP, il processo ci ha permesso di individuare aree concrete di miglioramento e costruire una visione più completa delle performance di sostenibilità del Gruppo.”

Fabio Colli Medaglia, Sustainability, Innovation & Business Development at Eurostampa

Il caso Eurostampa mostra come un lavoro strutturato su perimetro, documentazione e qualità dei dati possa tradursi sia in una valutazione migliore sia in una rappresentazione più completa delle performance ambientali dell’organizzazione.

Il rating CDP permette alle aziende di valutare il livello di maturità raggiunto nella gestione e rendicontazione dei propri impatti ambientali. Il punteggio deriva dalle informazioni fornite dall’organizzazione attraverso il questionario CDP e segue una metodologia pubblica, aggiornata periodicamente.

Per le aziende, il CDP score rappresenta soprattutto uno strumento di confronto. Permette di capire quali processi sono già sufficientemente strutturati, dove mancano dati o procedure e quali aree richiedono un miglioramento per raggiungere livelli di valutazione superiori.

CDP assegna alle aziende che compilano il questionario completo punteggi relativi a cambiamento climatico, foreste e sicurezza idrica. Plastica, biodiversità e oceani sono invece presenti nel sistema di rendicontazione, ma non contribuiscono ancora al punteggio.

Capire come funziona il rating è quindi utile sia per interpretare correttamente il risultato ottenuto sia per organizzare in modo più efficace dati, responsabilità e azioni necessarie alla successiva rendicontazione.

Infografica sul rating CDP con punteggi separati per cambiamento climatico, foreste e sicurezza idrica, e criteri su dati, rischi, governance e obiettivi.

Cos’è il rating CDP e cosa misura

CDP, originariamente conosciuta come Carbon Disclosure Project, gestisce un sistema internazionale di rendicontazione ambientale attraverso il quale le organizzazioni comunicano informazioni relative alla propria gestione degli impatti ambientali.

Il rating CDP è il risultato della valutazione delle informazioni inserite nel questionario. Non misura semplicemente la quantità di emissioni prodotte da un’azienda né assegna automaticamente un punteggio migliore a chi presenta valori assoluti più bassi.

La valutazione considera il livello di maturità con cui l’organizzazione identifica, misura e gestisce le proprie questioni ambientali. CDP analizza quindi elementi come la completezza delle informazioni fornite, la comprensione dei rischi, l’esistenza di processi di gestione e la capacità dell’azienda di dimostrare risultati e pratiche avanzate.

Quando si parla di CDP ESG rating, espressione utilizzata spesso nelle ricerche online, ci si riferisce in realtà ai punteggi CDP relativi alle diverse tematiche ambientali. Il CDP rappresenta quindi un sistema specifico all’interno del più ampio panorama dei rating ESG.

Due aziende con profili emissivi molto differenti potrebbero ricevere valutazioni simili se presentano livelli comparabili di governance, qualità dei dati e capacità di gestione. Allo stesso modo, un’azienda può disporre di numerose iniziative ambientali e ottenere comunque un risultato limitato se le informazioni richieste non sono documentate o riportate secondo i criteri previsti dalla metodologia.

Per una società che utilizza il CDP score come indicatore interno, il valore del rating sta anche nella possibilità di individuare lacune operative. Un punteggio basso può evidenziare, ad esempio, dati incompleti, responsabilità poco definite, assenza di obiettivi misurabili oppure processi di valutazione dei rischi ancora poco strutturati.

La valutazione cambia inoltre a seconda dell’ambito ambientale considerato. Nel questionario completo CDP attribuisce punteggi distinti per cambiamento climatico, foreste e sicurezza idrica. Per questo motivo è più corretto parlare di rating CDP riferito a uno specifico ambito piuttosto che di un unico indicatore complessivo della performance ESG aziendale.

Per quali aziende è rilevante il CDP

Il CDP viene utilizzato da aziende di dimensioni e settori diversi, ma tende a essere particolarmente rilevante per le organizzazioni che devono gestire richieste strutturate di dati ambientali da parte di clienti, investitori o altri soggetti della propria catena del valore.

Per alcuni aspetti può essere avvicinato a sistemi di valutazione come EcoVadis, perché in entrambi i casi l’azienda fornisce informazioni strutturate che vengono poi utilizzate per valutarne il livello di maturità. Il focus, però, è diverso. EcoVadis viene utilizzato soprattutto per valutare le performance ESG lungo la catena di fornitura, mentre CDP è maggiormente concentrato sulla rendicontazione ambientale ed è particolarmente diffuso tra grandi gruppi, società quotate e aziende esposte alle richieste di investitori e mercati finanziari.

Questo rende il CDP frequente soprattutto tra aziende con una presenza internazionale, obiettivi climatici formalizzati, una struttura societaria articolata o una forte esposizione alle richieste di trasparenza ambientale da parte del mercato.

Il sistema resta comunque accessibile anche alle PMI, per le quali CDP mette a disposizione un questionario dedicato. Nel 2026 il questionario SME viene valutato sul cambiamento climatico, mentre le informazioni relative a foreste e sicurezza idrica non contribuiscono ancora al punteggio.

Per una piccola o media impresa, la partecipazione può diventare rilevante soprattutto quando arriva una richiesta da un cliente strategico o quando l’azienda vuole strutturare in anticipo la raccolta dei propri dati ambientali.

Dal punto di vista operativo, il CDP è quindi particolarmente utile per aziende con una catena di fornitura articolata, obiettivi climatici formalizzati, una presenza internazionale o richieste frequenti di dati ambientali da clienti e investitori.

Può essere rilevante anche per le organizzazioni che vogliono monitorare nel tempo la maturità dei propri processi ambientali. Il confronto tra un ciclo di rendicontazione e quello successivo permette infatti di identificare quali aree sono migliorate e quali continuano a limitare il punteggio complessivo.

Come funziona la scala del rating CDP

La CDP rating scale utilizza una scala alfabetica compresa tra D- e A. I punteggi sono organizzati in quattro livelli di maturità: Disclosure, Awareness, Management e Leadership. CDP descrive questi livelli all’interno della propria metodologia di valutazione delle aziende.

Infografica sulla scala del rating CDP da D- ad A, con i livelli Disclosure, Awareness, Management e Leadership e il relativo grado di maturità.

D e D- corrispondono al livello Disclosure. In questa fase viene valutata soprattutto la capacità dell’azienda di fornire le informazioni richieste in maniera sufficientemente completa. È il livello di ingresso del sistema e fotografa la disponibilità dei dati necessari a descrivere il proprio profilo ambientale.

C e C- corrispondono al livello Awareness. Per raggiungerlo l’organizzazione deve dimostrare una maggiore conoscenza dei propri impatti, rischi e opportunità ambientali. La qualità della risposta dipende quindi dalla capacità di andare oltre la semplice disponibilità del dato e di spiegare come le questioni ambientali incidano sulle attività dell’impresa.

B e B- identificano il livello Management. A questo livello CDP valuta la presenza di processi e azioni concrete per gestire gli aspetti ambientali individuati. Entrano quindi maggiormente in gioco politiche, obiettivi, responsabilità, piani di intervento e sistemi di controllo.

A e A- rappresentano il livello Leadership. Sono i punteggi associati alle pratiche più avanzate previste dalla metodologia CDP, nelle quali l’organizzazione deve dimostrare un livello elevato di gestione, trasparenza e risultati.

La progressione tra questi livelli è uno degli elementi più importanti per capire il CDP score. Un’azienda non viene valutata attraverso una semplice somma finale di punti raccolti in tutto il questionario. La metodologia prevede una progressione tra diversi livelli di maturità.

Per avanzare tra i livelli, l’organizzazione deve raggiungere le soglie previste e, dove applicabile, rispettare determinati criteri essenziali, che variano in funzione dell’ambito ambientale e del livello considerato.

Se questi requisiti non sono soddisfatti, il punteggio può rimanere fermo al livello precedente anche in presenza di buoni risultati in altre aree.

Questa struttura rende utile leggere il rating insieme ai risultati delle singole categorie. Il punteggio complessivo identifica il livello raggiunto, mentre il dettaglio per categoria permette di capire dove si concentrano eventuali debolezze.

Come viene calcolato il rating CDP

La CDP rating methodology parte dalle risposte fornite dall’azienda attraverso un questionario dedicato. Il punteggio viene calcolato sulla base delle informazioni fornite dall'azienda stessa: collegamenti esterni o allegati non vengono considerati, salvo quando la metodologia li richiede espressamente. Diventa quindi importante riportare le informazioni nel campo corretto e con il livello di dettaglio previsto.

Ogni domanda può contribuire a una o più categorie di valutazione. Nel caso del cambiamento climatico, per esempio, il questionario può raccogliere informazioni relative alla governance, agli obiettivi, alle emissioni, ai rischi climatici, alle politiche aziendali e al coinvolgimento della catena del valore.

Una parte significativa di queste informazioni dipende dalla disponibilità di dati affidabili sulle emissioni. Disporre di una carbon footprint aziendale strutturata consente di ricostruire le principali fonti emissive e organizzare i dati necessari alla rendicontazione.

Le categorie non hanno necessariamente lo stesso peso. Ai livelli Management e Leadership, CDP applica ponderazioni che riflettono l’importanza delle diverse aree ai fini della valutazione complessiva. Questi pesi possono cambiare anche in funzione del settore dell’organizzazione.

Un produttore industriale e una società finanziaria possono quindi essere valutati attraverso una logica generale comune, ma con una diversa rilevanza attribuita ad alcune categorie. Questo consente alla metodologia di considerare la materialità delle questioni ambientali rispetto alle attività svolte.

Il processo segue poi i quattro livelli già descritti: Disclosure, Awareness, Management e Leadership. La risposta viene valutata partendo dal primo livello e può avanzare progressivamente quando raggiunge le soglie previste e soddisfa, dove applicabile, i criteri essenziali richiesti.

Per l’azienda questo meccanismo ha una conseguenza pratica: ottenere molti punti in una singola area non compensa necessariamente una lacuna considerata fondamentale dalla metodologia.

Se, ad esempio, un’organizzazione presenta un inventario dettagliato delle emissioni ma non dispone di processi adeguati per la gestione dei rischi climatici o non soddisfa un criterio essenziale richiesto per il livello successivo, il risultato complessivo può rimanere limitato.

Accanto al rating principale, CDP utilizza anche strumenti di valutazione specifici. Il Supplier Engagement Assessment, precedentemente chiamato Supplier Engagement Rating, valuta il modo in cui le aziende coinvolgono i propri fornitori nella gestione delle tematiche climatiche. Questa valutazione è separata dal punteggio CDP principale.

Come migliorare il rating CDP

Migliorare il rating CDP richiede prima di tutto un’analisi del risultato ottenuto. Il punteggio generale consente di individuare il livello di maturità raggiunto, mentre i risultati per categoria aiutano a identificare le aree nelle quali intervenire.

Infografica sulle principali leve per migliorare il rating CDP: qualità dei dati, obiettivi misurabili, rischi climatici e coinvolgimento dei fornitori

Per un’azienda con un rating C, ad esempio, l’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente compilare più campi nel questionario successivo. Il livello Awareness indica che l’organizzazione ha iniziato a comprendere i propri impatti e rischi. Per passare al livello Management dovrà dimostrare che queste informazioni vengono utilizzate all’interno di processi, obiettivi e azioni strutturate.

La prima leva è quindi la qualità dei dati. Informazioni incomplete, raccolte con metodologie differenti tra sedi o aggiornate manualmente senza controlli aumentano il rischio di incoerenze. Per le emissioni, significa definire chiaramente perimetro organizzativo, fonti dei dati, metodologie di calcolo e responsabilità interne, mantenendo evidenze sufficienti a ricostruire il dato dichiarato. Una corretta classificazione delle emissioni Scope 1, 2 e 3 costituisce una base importante per organizzare il dato emissivo in maniera coerente.

Un secondo ambito riguarda la gestione degli obiettivi. Dichiarare un impegno generale ha un peso diverso rispetto a disporre di un obiettivo misurabile, con anno base, perimetro, scadenza e avanzamento monitorato. Lo stesso principio vale per i piani di riduzione delle emissioni: azioni, responsabili, investimenti e risultati devono poter essere collegati tra loro.

Anche la valutazione dei rischi climatici incide sulla maturità della gestione. Un processo efficace dovrebbe permettere all’azienda di identificare rischi fisici e di transizione, definirne l’orizzonte temporale, quantificarne quando possibile l’impatto finanziario e collegare i risultati alle decisioni aziendali. In questo modo la risposta CDP può essere alimentata da un processo già utilizzato nella gestione del rischio, anziché essere costruita appositamente al momento della rendicontazione.

Per le aziende con una quota rilevante di emissioni lungo la catena del valore, diventa inoltre importante strutturare la raccolta delle informazioni dai fornitori. Dati primari, criteri di valutazione, obiettivi condivisi e processi di coinvolgimento permettono di migliorare progressivamente la qualità delle emissioni Scope 3 e di dimostrare un controllo maggiore sulla catena di fornitura. Un software per la valutazione dei fornitori può aiutare a centralizzare richieste, evidenze e risultati quando il numero di soggetti coinvolti aumenta.

Infine, è utile trattare la preparazione della risposta CDP come un processo distribuito tra più funzioni aziendali. Sostenibilità, acquisti, operations, energia, finanza e gestione del rischio possono essere responsabili di informazioni differenti. Definire in anticipo proprietari dei dati, scadenze, fonti e passaggi di approvazione riduce le verifiche dell’ultimo momento e rende più semplice mantenere continuità tra un ciclo di rendicontazione e quello successivo.

Un software ESG può supportare questo lavoro permettendo di raccogliere informazioni da diverse funzioni, mantenere traccia delle fonti, assegnare responsabilità e monitorare indicatori, obiettivi e avanzamento delle azioni.

Metrikflow supporta le aziende nella gestione e nel miglioramento del rating CDP, aiutandole a rivedere la documentazione disponibile, individuare le aree di miglioramento, strutturare le informazioni richieste e rendere più coerente il processo di raccolta e validazione dei dati.

Un esempio è Eurostampa, azienda italiana fondata nel 1966 e oggi attiva a livello internazionale nella produzione di etichette di alta gamma per i settori wine & spirits, food & beverage e cosmetica. Con stabilimenti in Europa, Regno Unito, Nord America, Messico e India, il gruppo aveva l’esigenza di estendere la rendicontazione CDP oltre la sede italiana e rappresentare in modo più completo la propria dimensione internazionale.

Con il supporto di Metrikflow, Eurostampa ha esteso il perimetro CDP all’intero Gruppo e migliorato il proprio rating da C a B, lavorando sulla qualità e sulla coerenza delle informazioni presentate.

“Metrikflow ci ha aiutato ad affrontare i rating ESG con maggiore chiarezza e una direzione più precisa. Oltre a migliorare i nostri punteggi EcoVadis e CDP, il processo ci ha permesso di individuare aree concrete di miglioramento e costruire una visione più completa delle performance di sostenibilità del Gruppo.”

Fabio Colli Medaglia, Sustainability, Innovation & Business Development at Eurostampa

Il caso Eurostampa mostra come un lavoro strutturato su perimetro, documentazione e qualità dei dati possa tradursi sia in una valutazione migliore sia in una rappresentazione più completa delle performance ambientali dell’organizzazione.

AUTORE

Foto ritratto Alessandro Nora

Alessandro Nora

CEO e cofondatore

La volontà di Alessandro è quella di generare un impatto concreto sulla sostenibilità. Dopo aver fondato un marketplace di fashion sostenibile, sceglie di dedicarsi alla digitalizzazione dell’ESG con l’obiettivo di rendere la sostenibilità più concreta, misurabile e accessibile per le aziende. Founder attento e metodico, con esperienze tra Genova, Berlino e Lisbona, Alessandro unisce visione internazionale e rigore operativo nello sviluppo di soluzioni digitali che semplificano normative ESG e compliance, supportando le imprese nell’adeguamento a normative, certificazioni e rating ESG attraverso strumenti strutturati e audit-ready. Temi trattati: CSRD, CSDDD, EUDR, CBAM rating ESG, certificazioni ESG, Ecovadis, governance della sostenibilità, compliance normativa.

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