Decarbonizzazione, impronta di carbonio e LCA

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Scope 1, 2 e 3 (emissioni di scopo 1, 2 e 3): cosa sono e come classificare le emissioni aziendali

Scope 1, 2 e 3 (emissioni di scopo 1, 2 e 3): cosa sono e come classificare le emissioni aziendali

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Luis Antazema

Cosa sono gli Scope 1, 2 e 3 (emissioni di scopo 1, 2 e 3)

Le carbon emissions di Scope 1, 2 e 3 (emissioni di scopo 1, 2 e 3) sono le tre categorie utilizzate dal GHG Protocol per classificare le emissioni di gas serra (GHG emissions) generate da un’organizzazione.

Questa classificazione delle emissioni consente di analizzare in modo strutturato la carbon footprint aziendale, identificando le diverse fonti di emissione e il livello di controllo che l’azienda ha su di esse.

In particolare:

  • Scope 1 (scopo 1) include le emissioni dirette generate da fonti possedute o controllate dall’azienda

  • Scope 2 (scopo 2) riguarda le emissioni indirette derivanti dall’energia acquistata

  • Scope 3 (scopo 3) comprende tutte le altre emissioni indirette lungo la catena del valore

Questa distinzione è oggi uno standard globale per il calcolo delle emissioni GHG e rappresenta la base per qualsiasi attività di rendicontazione, reporting ESG e gestione della sostenibilità.

Differenza tra emissioni dirette e indirette

Per comprendere correttamente gli Scope 1, 2 e 3, è fondamentale distinguere tra emissioni dirette ed emissioni indirette.

Le emissioni dirette sono quelle generate da attività sotto il controllo diretto dell’azienda, come l’utilizzo di combustibili nei propri impianti o nei veicoli aziendali (tipicamente incluse nello Scope 1).

Le emissioni indirette, invece, derivano da attività che non sono direttamente controllate dall’organizzazione, ma che sono comunque collegate al suo funzionamento, come il consumo di energia acquistata (Scope 2) o le attività della supply chain (Scope 3).

Questa distinzione è alla base della suddivisione tra i tre Scope e consente alle aziende di identificare dove intervenire per ridurre la propria impronta di carbonio e migliorare la gestione delle emissions lungo tutta la catena del valore.

Scope 1 (scopo 1): emissioni dirette

Le emissioni di Scope 1 (scopo 1) includono tutte le emissioni dirette di gas serra generate da fonti possedute o controllate dall’azienda.

Tra le principali fonti rientrano:

  • combustione di carburanti negli impianti aziendali

  • emissioni da processi industriali

  • utilizzo di veicoli aziendali

Il calcolo delle emissioni Scope 1 si basa sulla misurazione diretta dei consumi energetici e dei processi aziendali, rendendolo generalmente più semplice e accurato rispetto agli altri Scope.

Per questo motivo, lo Scope 1 rappresenta il livello su cui le aziende hanno il maggiore controllo operativo e dove è più immediato intervenire per ridurre le emissioni.

Scope 2 (scopo 2): emissioni indirette da energia acquistata

Le emissioni di Scope 2 (scopo 2) comprendono le emissioni indirette associate alla produzione di energia acquistata e consumata dall’azienda, come:

  • elettricità

  • calore

  • vapore

Sebbene queste emissioni non siano generate direttamente dall’azienda, sono una conseguenza diretta del suo consumo energetico.

Per questo motivo, lo Scope 2 rappresenta un’area chiave per la riduzione della carbon footprint aziendale, ad esempio attraverso:

  • l’adozione di energie rinnovabili

  • contratti di fornitura green

  • miglioramento dell’efficienza energetica

Scope 3 (scopo 3): emissioni indirette lungo la catena del valore

Le emissioni di Scope 3 (scopo 3) includono tutte le emissioni indirette che si verificano lungo la catena del valore dell’azienda, sia a monte che a valle.

Queste emissioni possono includere:

  • acquisto di beni e servizi

  • trasporti e logistica

  • viaggi di lavoro

  • utilizzo dei prodotti venduti

  • fine vita dei prodotti

Nella maggior parte delle aziende, lo Scope 3 rappresenta la quota più significativa della carbon footprint aziendale, spesso superiore al 70–80% delle emissioni totali.

Tuttavia, è anche la categoria più complessa da misurare e gestire, poiché richiede il coinvolgimento di fornitori, partner e stakeholder esterni.

Approfondisci le emissioni Scope 3 e come calcolarle

Perché è importante distinguere gli Scope 1, 2 e 3

La corretta classificazione delle emissioni in Scope 1, 2 e 3 è fondamentale per diversi motivi.

Migliore comprensione dell’impatto

Permette di identificare le principali fonti di emissione e le aree su cui intervenire.

Conformità normativa

Standard come gli ESRS, regolamentati dalla CSRD, richiedono una rendicontazione dettagliata delle emissioni suddivise per Scope.

Definizione di strategie di riduzione

Distinguere tra Scope consente di sviluppare azioni mirate, dalla gestione dell’energia alla collaborazione con la supply chain.

Questa classificazione è inoltre fondamentale per definire obiettivi di riduzione allineati a standard internazionali come la SBTi (Science Based Targets initiative).

Maggiore trasparenza ESG

Una classificazione chiara migliora la comunicazione verso stakeholder, investitori e clienti.

Scope 1, 2 e 3 e normativa ESG

Gli Scope 1, 2 e 3 sono oggi alla base dei principali standard di rendicontazione ESG.

In particolare:

  • il GHG Protocol definisce le linee guida per il calcolo delle emissioni

  • la CSRD richiede alle aziende di rendicontare le emissioni lungo l’intera catena del valore

  • gli ESRS introducono requisiti specifici sulla disclosure delle emissioni GHG

Per questo motivo, comprendere e applicare correttamente questa classificazione è essenziale per garantire conformità normativa e prepararsi agli obblighi di reporting ESG.



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Cosa sono gli Scope 1, 2 e 3 (emissioni di scopo 1, 2 e 3)

Le carbon emissions di Scope 1, 2 e 3 (emissioni di scopo 1, 2 e 3) sono le tre categorie utilizzate dal GHG Protocol per classificare le emissioni di gas serra (GHG emissions) generate da un’organizzazione.

Questa classificazione delle emissioni consente di analizzare in modo strutturato la carbon footprint aziendale, identificando le diverse fonti di emissione e il livello di controllo che l’azienda ha su di esse.

In particolare:

  • Scope 1 (scopo 1) include le emissioni dirette generate da fonti possedute o controllate dall’azienda

  • Scope 2 (scopo 2) riguarda le emissioni indirette derivanti dall’energia acquistata

  • Scope 3 (scopo 3) comprende tutte le altre emissioni indirette lungo la catena del valore

Questa distinzione è oggi uno standard globale per il calcolo delle emissioni GHG e rappresenta la base per qualsiasi attività di rendicontazione, reporting ESG e gestione della sostenibilità.

Differenza tra emissioni dirette e indirette

Per comprendere correttamente gli Scope 1, 2 e 3, è fondamentale distinguere tra emissioni dirette ed emissioni indirette.

Le emissioni dirette sono quelle generate da attività sotto il controllo diretto dell’azienda, come l’utilizzo di combustibili nei propri impianti o nei veicoli aziendali (tipicamente incluse nello Scope 1).

Le emissioni indirette, invece, derivano da attività che non sono direttamente controllate dall’organizzazione, ma che sono comunque collegate al suo funzionamento, come il consumo di energia acquistata (Scope 2) o le attività della supply chain (Scope 3).

Questa distinzione è alla base della suddivisione tra i tre Scope e consente alle aziende di identificare dove intervenire per ridurre la propria impronta di carbonio e migliorare la gestione delle emissions lungo tutta la catena del valore.

Scope 1 (scopo 1): emissioni dirette

Le emissioni di Scope 1 (scopo 1) includono tutte le emissioni dirette di gas serra generate da fonti possedute o controllate dall’azienda.

Tra le principali fonti rientrano:

  • combustione di carburanti negli impianti aziendali

  • emissioni da processi industriali

  • utilizzo di veicoli aziendali

Il calcolo delle emissioni Scope 1 si basa sulla misurazione diretta dei consumi energetici e dei processi aziendali, rendendolo generalmente più semplice e accurato rispetto agli altri Scope.

Per questo motivo, lo Scope 1 rappresenta il livello su cui le aziende hanno il maggiore controllo operativo e dove è più immediato intervenire per ridurre le emissioni.

Scope 2 (scopo 2): emissioni indirette da energia acquistata

Le emissioni di Scope 2 (scopo 2) comprendono le emissioni indirette associate alla produzione di energia acquistata e consumata dall’azienda, come:

  • elettricità

  • calore

  • vapore

Sebbene queste emissioni non siano generate direttamente dall’azienda, sono una conseguenza diretta del suo consumo energetico.

Per questo motivo, lo Scope 2 rappresenta un’area chiave per la riduzione della carbon footprint aziendale, ad esempio attraverso:

  • l’adozione di energie rinnovabili

  • contratti di fornitura green

  • miglioramento dell’efficienza energetica

Scope 3 (scopo 3): emissioni indirette lungo la catena del valore

Le emissioni di Scope 3 (scopo 3) includono tutte le emissioni indirette che si verificano lungo la catena del valore dell’azienda, sia a monte che a valle.

Queste emissioni possono includere:

  • acquisto di beni e servizi

  • trasporti e logistica

  • viaggi di lavoro

  • utilizzo dei prodotti venduti

  • fine vita dei prodotti

Nella maggior parte delle aziende, lo Scope 3 rappresenta la quota più significativa della carbon footprint aziendale, spesso superiore al 70–80% delle emissioni totali.

Tuttavia, è anche la categoria più complessa da misurare e gestire, poiché richiede il coinvolgimento di fornitori, partner e stakeholder esterni.

Approfondisci le emissioni Scope 3 e come calcolarle

Perché è importante distinguere gli Scope 1, 2 e 3

La corretta classificazione delle emissioni in Scope 1, 2 e 3 è fondamentale per diversi motivi.

Migliore comprensione dell’impatto

Permette di identificare le principali fonti di emissione e le aree su cui intervenire.

Conformità normativa

Standard come gli ESRS, regolamentati dalla CSRD, richiedono una rendicontazione dettagliata delle emissioni suddivise per Scope.

Definizione di strategie di riduzione

Distinguere tra Scope consente di sviluppare azioni mirate, dalla gestione dell’energia alla collaborazione con la supply chain.

Questa classificazione è inoltre fondamentale per definire obiettivi di riduzione allineati a standard internazionali come la SBTi (Science Based Targets initiative).

Maggiore trasparenza ESG

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Scope 1, 2 e 3 e normativa ESG

Gli Scope 1, 2 e 3 sono oggi alla base dei principali standard di rendicontazione ESG.

In particolare:

  • il GHG Protocol definisce le linee guida per il calcolo delle emissioni

  • la CSRD richiede alle aziende di rendicontare le emissioni lungo l’intera catena del valore

  • gli ESRS introducono requisiti specifici sulla disclosure delle emissioni GHG

Per questo motivo, comprendere e applicare correttamente questa classificazione è essenziale per garantire conformità normativa e prepararsi agli obblighi di reporting ESG.



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