ISO e GHG Protocol stanno lavorando alla creazione di un unico standard globale per la contabilizzazione delle emissioni di gas serra a livello aziendale. Il percorso nasce dalla partnership annunciata da ISO nel settembre 2025 e ha raggiunto un passaggio più concreto il 29 luglio 2026, quando GHG Protocol ha confermato che i rispettivi standard corporate saranno integrati in un unico riferimento armonizzato.
Per le aziende che già calcolano la propria carbon footprint, utilizzano il GHG Protocol o costruiscono un inventario secondo ISO 14064-1, la novità riguarda direttamente il modo in cui questi riferimenti potranno evolvere nei prossimi anni.
Il nuovo standard non è ancora operativo e molti aspetti tecnici devono essere definiti. È però già possibile capire la direzione del lavoro, le differenze tra i framework attuali e quali elementi conviene presidiare per preparare dati e processi alla futura convergenza.
ISO e GHG Protocol verso uno standard unico: cosa sta succedendo
ISO e Greenhouse Gas Protocol hanno annunciato nel settembre 2025 una partnership finalizzata ad armonizzare i rispettivi standard per la misurazione e la rendicontazione delle emissioni di gas serra. L’accordo riguarda gli standard della famiglia ISO 1406X e il portafoglio GHG Protocol, compresi il Corporate Standard, la Scope 2 Guidance e lo Scope 3 Standard. Parallelamente, le due organizzazioni stanno lavorando anche a un riferimento comune per il calcolo della carbon footprint di prodotto.

Il 29 luglio 2026 GHG Protocol ha precisato ulteriormente la direzione del progetto: gli standard corporate delle due organizzazioni confluiranno in un unico standard globale armonizzato per il carbon accounting aziendale. Secondo l'aggiornamento pubblicato dal GHG Protocol, il percorso prevede una consultazione pubblica congiunta nel secondo trimestre del 2027 e la pubblicazione dello standard corporate consolidato nel quarto trimestre del 2028.
L’obiettivo è arrivare a un riferimento comune per organizzazioni che oggi possono trovarsi a utilizzare standard sviluppati separatamente, con differenze in struttura, terminologia e indicazioni relative alla verifica.
Perché ISO e GHG Protocol stanno convergendo
ISO 14064 e GHG Protocol hanno numerosi punti di contatto, ma sono nati e si sono sviluppati attraverso percorsi differenti. Questa situazione può richiedere alle aziende di riconciliare criteri, categorie e modalità di rendicontazione quando uno stesso inventario deve rispondere a più richieste interne, normative o di mercato.
La partnership punta quindi a ridurre questa frammentazione. ISO indica tra gli obiettivi del progetto una maggiore coerenza e comparabilità dei dati sulle emissioni e una riduzione dell'onere associato all'utilizzo di standard differenti. Nel corso del 2026 le due organizzazioni hanno inoltre avviato attività congiunte dedicate all'armonizzazione dei riferimenti corporate, di prodotto e di progetto.
Per un'azienda, il risultato atteso è un quadro metodologico più uniforme: definizioni, confini di contabilizzazione e criteri di rendicontazione maggiormente allineati possono rendere più semplice utilizzare gli stessi dati GHG per finalità differenti, evitando riconciliazioni successive tra metodologie.
ISO 14064 e GHG Protocol: cosa sono e quali differenze ci sono oggi
Per comprendere la portata della convergenza è utile distinguere i due riferimenti nella loro configurazione attuale.
Che cos'è il GHG Protocol
Il Greenhouse Gas Protocol è uno dei principali riferimenti internazionali per la contabilizzazione e la rendicontazione delle emissioni di gas serra. Il Corporate Standard definisce il quadro per costruire un inventario aziendale e introduce la classificazione delle emissioni in Scope 1, Scope 2 e Scope 3, poi sviluppata attraverso standard e linee guida specifiche.
Il GHG Protocol fornisce quindi un impianto metodologico particolarmente diffuso per stabilire i confini dell'inventario, classificare le fonti emissive e rendicontare i risultati. Il Corporate Standard del GHG Protocol è progettato per consentire la costruzione di un inventario verificabile, ma non stabilisce esso stesso uno standard per lo svolgimento del processo di verifica.
Che cos'è ISO 14064-1
ISO 14064-1:2018 definisce principi e requisiti per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni e rimozioni di gas serra a livello organizzativo. Lo standard copre la progettazione, lo sviluppo, la gestione e la rendicontazione dell'inventario GHG e comprende requisiti relativi alla sua verifica. La versione del 2018 rimane attualmente in vigore, mentre una nuova edizione è in fase di sviluppo.
ISO 14064-1 è inoltre indipendente da uno specifico programma GHG. Un'organizzazione può quindi utilizzarla come riferimento metodologico e applicare, quando necessario, ulteriori requisiti derivanti da programmi, regolamenti o schemi di rendicontazione specifici.
È utile anche distinguere ISO 14064-1 dal concetto di certificazione. Lo standard riguarda l'inventario delle emissioni dell'organizzazione; tale inventario può essere sottoposto a verifica da parte di un soggetto indipendente secondo i riferimenti applicabili della famiglia ISO 14064.
ISO 14064-1 e GHG Protocol: le principali differenze
I due riferimenti condividono diversi principi di base e possono essere utilizzati in maniera complementare, ma la struttura non coincide completamente.

Le differenze diventano rilevanti quando un'azienda deve costruire un inventario utilizzabile contemporaneamente per rendicontazione, richieste di clienti, verifica esterna o altri requisiti. La convergenza punta a ridurre proprio queste aree di disallineamento, mantenendo il patrimonio metodologico sviluppato dai due sistemi.
Cosa cambia con il nuovo standard unico per il calcolo delle emissioni
Al momento non è ancora disponibile un testo definitivo del nuovo standard corporate. Non è quindi possibile anticipare quali singoli requisiti tecnici saranno modificati o come verranno recepite tutte le differenze tra ISO 14064-1 e GHG Protocol.
La direzione annunciata è però chiara: le due organizzazioni intendono sviluppare un riferimento corporate unico e armonizzato, anziché mantenere due percorsi paralleli. Il progetto dovrà integrare il lavoro già avviato da GHG Protocol sulla revisione dei propri standard con quello condotto da ISO sulla famiglia ISO 14064.
Un riferimento comune per l'inventario GHG
Uno dei principali effetti attesi riguarda la costruzione dell'inventario GHG, cioè il sistema con cui l'azienda identifica le fonti emissive, raccoglie i dati di attività, applica i fattori di emissione e consolida i risultati.
Un riferimento comune può ridurre la necessità di interpretare separatamente requisiti provenienti dai due standard. Questo è particolarmente rilevante per gruppi con più sedi, aziende che ricevono richieste di dati lungo la filiera e organizzazioni che utilizzano gli stessi dati sulle emissioni per più finalità di rendicontazione.
La qualità dell'inventario continuerà comunque a dipendere dalla qualità dei dati disponibili. Un metodo armonizzato non elimina problemi come dati mancanti, utilizzo eccessivo di stime, fattori di emissione non aggiornati o confini organizzativi applicati in modo incoerente.
Scope 1, Scope 2 e Scope 3: cosa monitorare
La classificazione Scope 1, 2 e 3 rappresenta uno degli elementi più riconoscibili del GHG Protocol. Proprio su questi temi sono già in corso lavori di revisione. GHG Protocol sta aggiornando il Corporate Standard e nel luglio 2026 ha pubblicato i risultati della consultazione relativa allo Scope 2, mentre lo sviluppo delle nuove indicazioni prosegue parallelamente al percorso di armonizzazione con ISO.
Per le aziende sarà quindi importante monitorare come il futuro standard tratterà aspetti quali confini organizzativi, emissioni indirette, criteri di calcolo e documentazione delle metodologie. Sono elementi che incidono direttamente sulla comparabilità dei risultati tra anni, società del gruppo e organizzazioni differenti.
Anche la tracciabilità acquista un peso operativo concreto. Sapere da quale fonte proviene un dato, quale fattore di emissione è stato applicato, a quale periodo appartiene e quali ipotesi sono state utilizzate permette di aggiornare un inventario quando cambiano metodologie o requisiti senza dover ricostruire l'intero processo.
Cosa devono fare le aziende adesso
La convergenza tra ISO e GHG Protocol non richiede oggi di sospendere i calcoli o ricostruire gli inventari esistenti. ISO 14064-1:2018 rimane attualmente in vigore, mentre il nuovo standard armonizzato è ancora in fase di sviluppo.

Per le aziende che stanno già misurando le proprie emissioni, la priorità rimane quindi costruire un inventario GHG metodologicamente solido. Questo significa mantenere chiari i confini organizzativi, distinguere correttamente le fonti emissive, documentare i criteri utilizzati per Scope 1, Scope 2 e Scope 3 e conservare la provenienza dei dati e dei fattori di emissione.
Questa struttura rende più semplice gestire eventuali revisioni future. Se un requisito cambia, l'azienda deve poter identificare quali dati e calcoli sono interessati, aggiornare la metodologia e misurare l'effetto della modifica sui risultati storici. Un inventario costruito attraverso file separati, passaggi manuali e criteri poco documentati rende questo processo più oneroso e aumenta il rischio di incoerenze tra periodi di rendicontazione.
Per chi sta iniziando oggi il percorso di carbon accounting, non ci sono quindi ragioni per attendere la pubblicazione del nuovo standard. ISO e GHG Protocol hanno dichiarato che il processo di armonizzazione partirà dal lavoro metodologico già esistente, mentre il percorso tecnico proseguirà attraverso attività congiunte e consultazioni.
La preparazione più utile consiste nel rendere il dato GHG strutturato e verificabile: definire responsabilità interne, conservare le evidenze alla base dei calcoli, utilizzare metodologie coerenti nel tempo e mantenere la possibilità di aggiornare fattori e criteri senza perdere la tracciabilità dello storico.
Per le aziende che gestiscono volumi elevati di dati o più società, stabilimenti e categorie Scope 3, un software per il calcolo e la gestione della carbon footprint può supportare questo processo centralizzando raccolta, calcolo e documentazione dell'inventario. La tecnologia, però, deve seguire la metodologia: la capacità di adattarsi al futuro standard dipenderà prima di tutto dalla qualità e dalla struttura dei dati su cui vengono costruiti i calcoli.
Il percorso ISO–GHG Protocol andrà quindi seguito nei prossimi aggiornamenti tecnici. Per le imprese, la scelta più concreta oggi è continuare a misurare le emissioni secondo riferimenti riconosciuti e costruire un inventario sufficientemente documentato da poter evolvere insieme agli standard.
AUTORE

Alessandro Nora
CEO e cofondatore
La volontà di Alessandro è quella di generare un impatto concreto sulla sostenibilità. Dopo aver fondato un marketplace di fashion sostenibile, sceglie di dedicarsi alla digitalizzazione dell’ESG con l’obiettivo di rendere la sostenibilità più concreta, misurabile e accessibile per le aziende. Founder attento e metodico, con esperienze tra Genova, Berlino e Lisbona, Alessandro unisce visione internazionale e rigore operativo nello sviluppo di soluzioni digitali che semplificano normative ESG e compliance, supportando le imprese nell’adeguamento a normative, certificazioni e rating ESG attraverso strumenti strutturati e audit-ready. Temi trattati: CSRD, CSDDD, EUDR, CBAM rating ESG, certificazioni ESG, Ecovadis, governance della sostenibilità, compliance normativa.
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