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Catena di fornitura e acquisti verdi

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Fornitori Tier 1, 2 e 3: significato e differenze nella supply chain

Fornitori Tier 1, 2 e 3: significato e differenze nella supply chain

Come funziona la classificazione dei fornitori nella filiera industriale.

Mehdi Rachico
Isometric illustration of a multi-tier industrial supply chain, showing raw material suppliers, component manufacturers, and automotive assembly connected through production flows.

OEM: il ruolo dei produttori nella catena di fornitura

Al vertice della catena di fornitura troviamo gli OEM (Original Equipment Manufacturer), le aziende responsabili della progettazione e della realizzazione di un prodotto finale.

Gli OEM si occupano generalmente dello sviluppo, dell'ingegnerizzazione e del coordinamento della produzione, integrando componenti e sistemi provenienti da diversi fornitori. Tra gli esempi più conosciuti troviamo aziende come Apple, General Motors e Boeing, che si avvalgono di reti di fornitura articolate per realizzare i propri prodotti.

Nel settore automobilistico, ad esempio, una casa automobilistica può affidare a imprese specializzate la produzione di sistemi frenanti, componenti elettronici e altre parti del veicolo, mantenendo la responsabilità della progettazione complessiva e dell'integrazione del prodotto. Questa organizzazione è descritta anche dalla Commissione europea nella sua analisi della filiera automotive.

Per gestire queste relazioni, i fornitori vengono classificati in diversi livelli, denominati Tier 1, Tier 2 e Tier 3, in base alla loro posizione nella catena di fornitura e al rapporto con l'OEM.

Infografica comparativa dei fornitori Tier 1, 2 e 3: relazioni con gli OEM, fornitura di sistemi complessi, componenti specializzati e materie prime.

Fornitori Tier 1: cosa sono e qual è il loro ruolo?

I fornitori Tier 1, o fornitori di primo livello, sono le aziende che forniscono direttamente componenti, prodotti o sistemi all'OEM, attraverso un rapporto commerciale diretto.

Si tratta spesso di imprese specializzate nella realizzazione di sottosistemi complessi e tecnologie avanzate, che vengono integrati nel prodotto finale. Nel settore automobilistico, ad esempio, possono produrre sistemi frenanti, centraline elettroniche, componenti per la propulsione o sistemi di climatizzazione.

Tra le aziende che operano come fornitori di primo equipaggiamento nel settore automotive troviamo Bosch, attiva nella produzione di sistemi frenanti, sensori e componenti elettronici, e Panasonic Automotive, specializzata anche in sistemi elettronici, informatici e audio per veicoli.

La collaborazione tra OEM e fornitori Tier 1 può iniziare già durante le fasi di progettazione e sviluppo del prodotto. I fornitori mettono a disposizione competenze tecniche e capacità produttive per sviluppare componenti conformi alle specifiche richieste dal costruttore.

Queste relazioni possono prevedere contratti pluriennali, soprattutto quando la produzione richiede investimenti dedicati, processi di qualificazione e standard tecnici particolarmente rigorosi.

Le prestazioni dei fornitori Tier 1 incidono direttamente sulla qualità, sui costi e sui tempi di produzione dell'OEM. Per questo vengono generalmente monitorati attraverso indicatori come il rispetto delle scadenze di consegna, il tasso di difettosità e la conformità dei componenti alle specifiche tecniche.

I fornitori Tier 1 possono inoltre coordinare una propria rete di fornitori, ai quali affidano la produzione di parti e materiali necessari alla realizzazione dei sistemi destinati all'OEM.

Fornitori Tier 2: significato e differenze rispetto ai Tier 1

I fornitori Tier 2, o fornitori di secondo livello, sono le aziende che forniscono componenti, materiali o lavorazioni ai fornitori Tier 1, contribuendo indirettamente alla realizzazione del prodotto finale.

La principale differenza tra Tier 1 e Tier 2 riguarda la relazione commerciale con l'OEM: mentre i primi riforniscono direttamente il produttore finale, i secondi operano attraverso un fornitore di primo livello.

I fornitori Tier 2 sono spesso specializzati in specifiche tecnologie o processi produttivi, come la realizzazione di ingranaggi ad alta precisione, lo stampaggio di componenti plastici o la produzione di circuiti elettronici personalizzati.

Queste competenze permettono ai fornitori Tier 1 di integrare componenti specializzati nei propri sistemi, senza dover gestire internamente tutte le lavorazioni necessarie.

Riprendendo l'esempio automobilistico, un'azienda che realizza ingranaggi di precisione per un produttore di sistemi di trasmissione può essere classificata come Tier 2. Il suo cliente diretto è il fornitore Tier 1, che integra gli ingranaggi nel sistema destinato alla casa automobilistica.

Rispetto ai Tier 1, questi fornitori hanno generalmente un minore coinvolgimento diretto nella progettazione complessiva del prodotto, ma le loro competenze influiscono sulla qualità, sulle prestazioni e sull'affidabilità dei componenti finali.

È importante precisare che la classificazione dipende dalla specifica relazione di fornitura. Un'azienda può operare come Tier 2 per un cliente e come Tier 1 per un altro, qualora rifornisca direttamente il produttore finale.

Fornitori Tier 3: materie prime e componenti di base

I fornitori Tier 3, o fornitori di terzo livello, operano nelle fasi più a monte della catena di fornitura e forniscono generalmente materie prime, semilavorati o componenti di base ai fornitori dei livelli successivi.

Possono comprendere produttori di acciaio, alluminio, polimeri, materiali chimici o componenti standardizzati, come elementi di fissaggio e altre parti utilizzate nei processi industriali.

Nel settore automobilistico, ad esempio, un produttore di acciaio che rifornisce un'azienda specializzata nella lavorazione di ingranaggi metallici può essere classificato come Tier 3. Il materiale viene trasformato dal fornitore Tier 2 in un componente che, successivamente, viene integrato dal Tier 1 in un sistema destinato all'OEM.

Per questi fornitori, prezzo, qualità dei materiali e affidabilità delle consegne rappresentano spesso criteri importanti nella selezione commerciale. A seconda del settore, possono essere richiesti anche requisiti tecnici specifici, certificazioni e informazioni sulla provenienza delle materie prime.

Sebbene i Tier 3 non abbiano generalmente una relazione diretta con l'OEM, le loro prestazioni possono influenzare l'intera filiera. Una carenza di materie prime, una variazione dei prezzi o un problema qualitativo possono ripercuotersi sulla produzione dei fornitori Tier 2 e Tier 1, fino al produttore finale.

La struttura della catena di fornitura non è necessariamente lineare: alcuni fornitori possono rifornire aziende appartenenti a livelli differenti. Inoltre, nelle filiere particolarmente articolate possono esistere ulteriori livelli di fornitura oltre al Tier 3.

Perché è importante conoscere i diversi livelli dei fornitori?

Comprendere la classificazione dei fornitori permette alle aziende di analizzare la propria rete di approvvigionamento e individuare i punti in cui si concentrano le principali dipendenze produttive, commerciali e operative.

Le differenze fondamentali tra i tre livelli possono essere riassunte nella seguente tabella:

Livello

Relazione con l'OEM

Tipologia di fornitura

Esempio industriale

Tier 1

Fornitura diretta

Sistemi e componenti complessi

Produttore di sistemi di trasmissione

Tier 2

Fornitura ai Tier 1

Componenti specializzati e lavorazioni

Produttore di ingranaggi di precisione

Tier 3

Fornitura ai Tier 2

Materie prime e componenti di base

Produttore di acciaio

Gli esempi sono indicativi: il livello dipende dalla posizione del fornitore nella specifica filiera.

La classificazione costituisce un punto di partenza per l'analisi della catena di fornitura, perché aiuta a ricostruire le relazioni tra aziende, componenti e processi produttivi.

Infografica sui vantaggi della classificazione dei fornitori: identificazione delle dipendenze, tracciabilità dei materiali, rischi climatici e valutazione ESG e Scope 3.

Un produttore potrebbe, ad esempio, acquistare un sistema da due fornitori Tier 1 differenti, senza sapere che entrambi dipendono dallo stesso produttore Tier 2 per un componente essenziale. Individuare questa dipendenza comune consente di valutare meglio il rischio di interruzioni delle forniture e l'effettiva disponibilità di alternative. La stessa analisi può contribuire all'identificazione dei rischi climatici, ad esempio quando più fornitori dipendono da stabilimenti situati in aree esposte ad alluvioni o a condizioni di siccità prolungata.

La conoscenza dei diversi livelli può inoltre supportare la tracciabilità dei materiali, quando è accompagnata da sistemi di identificazione e registrazione dei componenti. In caso di problemi di qualità, queste informazioni permettono di ricostruire i passaggi lungo la filiera e individuare più rapidamente i lotti potenzialmente interessati.

Valutazione dei fornitori e sostenibilità della supply chain

La conoscenza dei diversi livelli della filiera assume un ruolo importante anche nella valutazione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG).

Le aziende dispongono generalmente di maggiori informazioni sui fornitori diretti, con i quali intrattengono rapporti commerciali e scambiano documentazione tecnica. La visibilità può invece diminuire nei livelli successivi, rendendo più difficile individuare criticità legate alle condizioni di lavoro, alla provenienza delle materie prime e agli impatti ambientali dei processi produttivi.

Questa difficoltà riguarda anche la misurazione delle emissioni Scope 3, che comprendono le emissioni indirette associate ai beni e servizi acquistati. Il GHG Protocol prevede metodologie specifiche per stimarle, utilizzando dati dei fornitori oppure dati medi e fattori di emissione, a seconda delle informazioni disponibili.

Un fornitore Tier 3, ad esempio, potrebbe operare in un settore ad alta intensità energetica o utilizzare materie prime provenienti da aree caratterizzate da rischi ambientali e sociali elevati. Questi fattori possono essere rilevanti per la valutazione dei rischi della filiera, anche in assenza di un rapporto commerciale diretto con l'OEM.

Per questo motivo, la valutazione dei fornitori può considerare elementi come il settore di attività, l'area geografica, la rilevanza delle forniture e gli indicatori ESG disponibili, così da stabilire quali soggetti richiedano approfondimenti prioritari. Questo approccio è rilevante anche nell'ambito della CSDDD, la direttiva europea sul dovere di diligenza delle imprese, che disciplina la gestione di determinati impatti ambientali e sociali nella catena di attività delle aziende soggette ai suoi obblighi.

Le linee guida OCSE sulla due diligence raccomandano un approccio basato sul rischio, che tenga conto della gravità degli impatti potenziali e delle caratteristiche delle attività e delle relazioni commerciali.

Per le imprese con filiere articolate, strumenti digitali come il software di valutazione dei fornitori di Metrikflow possono supportare la raccolta centralizzata dei dati ESG, l'analisi dei rischi e il monitoraggio delle prestazioni dei fornitori.

Una gestione strutturata di queste informazioni permette di orientare le attività di controllo verso le aree più rilevanti e supportare decisioni di approvvigionamento sostenibile basate su dati verificabili.

Conclusione

La classificazione dei fornitori in Tier 1, 2 e 3 permette alle aziende di comprendere come si distribuiscono competenze, responsabilità e relazioni commerciali lungo la catena di fornitura.

Identificare anche i fornitori indiretti aiuta a riconoscere dipendenze che potrebbero non emergere dall'analisi dei soli partner contrattuali, migliorando la valutazione dei rischi produttivi, finanziari e di sostenibilità.

Integrare queste informazioni nei processi di gestione dei fornitori consente di prendere decisioni più informate sulla selezione dei partner, sulla continuità delle forniture e sul monitoraggio della filiera.

La produzione di un bene industriale coinvolge spesso una rete di aziende specializzate nella fornitura di materie prime, componenti e sistemi necessari alla realizzazione del prodotto finale.

Per comprendere le relazioni tra queste imprese si utilizza la classificazione dei fornitori in Tier 1, Tier 2 e Tier 3, che identifica i diversi livelli della catena di fornitura in base al rapporto con il produttore finale.

Questa distinzione permette di ricostruire la struttura della filiera, individuare le dipendenze operative e comprendere come le prestazioni di un fornitore possano influenzare le attività delle aziende collocate nei livelli successivi.

Vediamo quali sono le caratteristiche di ciascun Tier, le principali differenze e come utilizzare questa classificazione per migliorare la gestione della catena di fornitura.

Diagramma della catena di fornitura industriale con OEM, fornitori Tier 1, Tier 2 e Tier 3, dai produttori di materie prime al prodotto finale.

OEM: il ruolo dei produttori nella catena di fornitura

Al vertice della catena di fornitura troviamo gli OEM (Original Equipment Manufacturer), le aziende responsabili della progettazione e della realizzazione di un prodotto finale.

Gli OEM si occupano generalmente dello sviluppo, dell'ingegnerizzazione e del coordinamento della produzione, integrando componenti e sistemi provenienti da diversi fornitori. Tra gli esempi più conosciuti troviamo aziende come Apple, General Motors e Boeing, che si avvalgono di reti di fornitura articolate per realizzare i propri prodotti.

Nel settore automobilistico, ad esempio, una casa automobilistica può affidare a imprese specializzate la produzione di sistemi frenanti, componenti elettronici e altre parti del veicolo, mantenendo la responsabilità della progettazione complessiva e dell'integrazione del prodotto. Questa organizzazione è descritta anche dalla Commissione europea nella sua analisi della filiera automotive.

Per gestire queste relazioni, i fornitori vengono classificati in diversi livelli, denominati Tier 1, Tier 2 e Tier 3, in base alla loro posizione nella catena di fornitura e al rapporto con l'OEM.

Infografica comparativa dei fornitori Tier 1, 2 e 3: relazioni con gli OEM, fornitura di sistemi complessi, componenti specializzati e materie prime.

Fornitori Tier 1: cosa sono e qual è il loro ruolo?

I fornitori Tier 1, o fornitori di primo livello, sono le aziende che forniscono direttamente componenti, prodotti o sistemi all'OEM, attraverso un rapporto commerciale diretto.

Si tratta spesso di imprese specializzate nella realizzazione di sottosistemi complessi e tecnologie avanzate, che vengono integrati nel prodotto finale. Nel settore automobilistico, ad esempio, possono produrre sistemi frenanti, centraline elettroniche, componenti per la propulsione o sistemi di climatizzazione.

Tra le aziende che operano come fornitori di primo equipaggiamento nel settore automotive troviamo Bosch, attiva nella produzione di sistemi frenanti, sensori e componenti elettronici, e Panasonic Automotive, specializzata anche in sistemi elettronici, informatici e audio per veicoli.

La collaborazione tra OEM e fornitori Tier 1 può iniziare già durante le fasi di progettazione e sviluppo del prodotto. I fornitori mettono a disposizione competenze tecniche e capacità produttive per sviluppare componenti conformi alle specifiche richieste dal costruttore.

Queste relazioni possono prevedere contratti pluriennali, soprattutto quando la produzione richiede investimenti dedicati, processi di qualificazione e standard tecnici particolarmente rigorosi.

Le prestazioni dei fornitori Tier 1 incidono direttamente sulla qualità, sui costi e sui tempi di produzione dell'OEM. Per questo vengono generalmente monitorati attraverso indicatori come il rispetto delle scadenze di consegna, il tasso di difettosità e la conformità dei componenti alle specifiche tecniche.

I fornitori Tier 1 possono inoltre coordinare una propria rete di fornitori, ai quali affidano la produzione di parti e materiali necessari alla realizzazione dei sistemi destinati all'OEM.

Fornitori Tier 2: significato e differenze rispetto ai Tier 1

I fornitori Tier 2, o fornitori di secondo livello, sono le aziende che forniscono componenti, materiali o lavorazioni ai fornitori Tier 1, contribuendo indirettamente alla realizzazione del prodotto finale.

La principale differenza tra Tier 1 e Tier 2 riguarda la relazione commerciale con l'OEM: mentre i primi riforniscono direttamente il produttore finale, i secondi operano attraverso un fornitore di primo livello.

I fornitori Tier 2 sono spesso specializzati in specifiche tecnologie o processi produttivi, come la realizzazione di ingranaggi ad alta precisione, lo stampaggio di componenti plastici o la produzione di circuiti elettronici personalizzati.

Queste competenze permettono ai fornitori Tier 1 di integrare componenti specializzati nei propri sistemi, senza dover gestire internamente tutte le lavorazioni necessarie.

Riprendendo l'esempio automobilistico, un'azienda che realizza ingranaggi di precisione per un produttore di sistemi di trasmissione può essere classificata come Tier 2. Il suo cliente diretto è il fornitore Tier 1, che integra gli ingranaggi nel sistema destinato alla casa automobilistica.

Rispetto ai Tier 1, questi fornitori hanno generalmente un minore coinvolgimento diretto nella progettazione complessiva del prodotto, ma le loro competenze influiscono sulla qualità, sulle prestazioni e sull'affidabilità dei componenti finali.

È importante precisare che la classificazione dipende dalla specifica relazione di fornitura. Un'azienda può operare come Tier 2 per un cliente e come Tier 1 per un altro, qualora rifornisca direttamente il produttore finale.

Fornitori Tier 3: materie prime e componenti di base

I fornitori Tier 3, o fornitori di terzo livello, operano nelle fasi più a monte della catena di fornitura e forniscono generalmente materie prime, semilavorati o componenti di base ai fornitori dei livelli successivi.

Possono comprendere produttori di acciaio, alluminio, polimeri, materiali chimici o componenti standardizzati, come elementi di fissaggio e altre parti utilizzate nei processi industriali.

Nel settore automobilistico, ad esempio, un produttore di acciaio che rifornisce un'azienda specializzata nella lavorazione di ingranaggi metallici può essere classificato come Tier 3. Il materiale viene trasformato dal fornitore Tier 2 in un componente che, successivamente, viene integrato dal Tier 1 in un sistema destinato all'OEM.

Per questi fornitori, prezzo, qualità dei materiali e affidabilità delle consegne rappresentano spesso criteri importanti nella selezione commerciale. A seconda del settore, possono essere richiesti anche requisiti tecnici specifici, certificazioni e informazioni sulla provenienza delle materie prime.

Sebbene i Tier 3 non abbiano generalmente una relazione diretta con l'OEM, le loro prestazioni possono influenzare l'intera filiera. Una carenza di materie prime, una variazione dei prezzi o un problema qualitativo possono ripercuotersi sulla produzione dei fornitori Tier 2 e Tier 1, fino al produttore finale.

La struttura della catena di fornitura non è necessariamente lineare: alcuni fornitori possono rifornire aziende appartenenti a livelli differenti. Inoltre, nelle filiere particolarmente articolate possono esistere ulteriori livelli di fornitura oltre al Tier 3.

Perché è importante conoscere i diversi livelli dei fornitori?

Comprendere la classificazione dei fornitori permette alle aziende di analizzare la propria rete di approvvigionamento e individuare i punti in cui si concentrano le principali dipendenze produttive, commerciali e operative.

Le differenze fondamentali tra i tre livelli possono essere riassunte nella seguente tabella:

Livello

Relazione con l'OEM

Tipologia di fornitura

Esempio industriale

Tier 1

Fornitura diretta

Sistemi e componenti complessi

Produttore di sistemi di trasmissione

Tier 2

Fornitura ai Tier 1

Componenti specializzati e lavorazioni

Produttore di ingranaggi di precisione

Tier 3

Fornitura ai Tier 2

Materie prime e componenti di base

Produttore di acciaio

Gli esempi sono indicativi: il livello dipende dalla posizione del fornitore nella specifica filiera.

La classificazione costituisce un punto di partenza per l'analisi della catena di fornitura, perché aiuta a ricostruire le relazioni tra aziende, componenti e processi produttivi.

Infografica sui vantaggi della classificazione dei fornitori: identificazione delle dipendenze, tracciabilità dei materiali, rischi climatici e valutazione ESG e Scope 3.

Un produttore potrebbe, ad esempio, acquistare un sistema da due fornitori Tier 1 differenti, senza sapere che entrambi dipendono dallo stesso produttore Tier 2 per un componente essenziale. Individuare questa dipendenza comune consente di valutare meglio il rischio di interruzioni delle forniture e l'effettiva disponibilità di alternative. La stessa analisi può contribuire all'identificazione dei rischi climatici, ad esempio quando più fornitori dipendono da stabilimenti situati in aree esposte ad alluvioni o a condizioni di siccità prolungata.

La conoscenza dei diversi livelli può inoltre supportare la tracciabilità dei materiali, quando è accompagnata da sistemi di identificazione e registrazione dei componenti. In caso di problemi di qualità, queste informazioni permettono di ricostruire i passaggi lungo la filiera e individuare più rapidamente i lotti potenzialmente interessati.

Valutazione dei fornitori e sostenibilità della supply chain

La conoscenza dei diversi livelli della filiera assume un ruolo importante anche nella valutazione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG).

Le aziende dispongono generalmente di maggiori informazioni sui fornitori diretti, con i quali intrattengono rapporti commerciali e scambiano documentazione tecnica. La visibilità può invece diminuire nei livelli successivi, rendendo più difficile individuare criticità legate alle condizioni di lavoro, alla provenienza delle materie prime e agli impatti ambientali dei processi produttivi.

Questa difficoltà riguarda anche la misurazione delle emissioni Scope 3, che comprendono le emissioni indirette associate ai beni e servizi acquistati. Il GHG Protocol prevede metodologie specifiche per stimarle, utilizzando dati dei fornitori oppure dati medi e fattori di emissione, a seconda delle informazioni disponibili.

Un fornitore Tier 3, ad esempio, potrebbe operare in un settore ad alta intensità energetica o utilizzare materie prime provenienti da aree caratterizzate da rischi ambientali e sociali elevati. Questi fattori possono essere rilevanti per la valutazione dei rischi della filiera, anche in assenza di un rapporto commerciale diretto con l'OEM.

Per questo motivo, la valutazione dei fornitori può considerare elementi come il settore di attività, l'area geografica, la rilevanza delle forniture e gli indicatori ESG disponibili, così da stabilire quali soggetti richiedano approfondimenti prioritari. Questo approccio è rilevante anche nell'ambito della CSDDD, la direttiva europea sul dovere di diligenza delle imprese, che disciplina la gestione di determinati impatti ambientali e sociali nella catena di attività delle aziende soggette ai suoi obblighi.

Le linee guida OCSE sulla due diligence raccomandano un approccio basato sul rischio, che tenga conto della gravità degli impatti potenziali e delle caratteristiche delle attività e delle relazioni commerciali.

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Una gestione strutturata di queste informazioni permette di orientare le attività di controllo verso le aree più rilevanti e supportare decisioni di approvvigionamento sostenibile basate su dati verificabili.

Conclusione

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AUTORE

Mehdi Rachico

Co-fondatore e CTO

Fondatore di Metrikflow, Mehdi guida lo sviluppo della piattaforma con una forte attenzione ai dati, all'automazione e alla scalabilità dei processi ESG. Con un background in ingegneria del software e machine learning maturato in Germania e in Belgio, ha sviluppato soluzioni tecnologiche che semplificano la gestione della supply chain e trasformano la raccolta dei dati ESG in un sistema strutturato, integrato e affidabile. Metodico e razionale, applica rigore tecnico e visione di prodotto per rendere la sostenibilità misurabile e operativa lungo tutta la catena del valore. Temi trattati: Metrikflow, supply chain ESG, digitalizzazione ESG, gestione dei dati ESG, automazione dei processi, sostenibilità nella supply chain.

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