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Certificazioni, rating e valutazioni ESG

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Certificazione FSC: cos'è e come aiuta la compliance EUDR e PPWR

Certificazione FSC: cos'è e come aiuta la compliance EUDR e PPWR

Aggiornato a ottobre 2026

Foto ritratto Alessandro Nora
Alessandro Nora
Illustration of FSC-certified forest materials transformed into sustainable packaging, highlighting traceability, recyclability, and compliance with EUDR and PPWR requirements.

Che cos'è la certificazione FSC?

La certificazione FSC, acronimo di Forest Stewardship Council, è una certificazione ambientale volontaria dedicata alla gestione responsabile delle foreste e alla tracciabilità dei materiali di origine forestale.

A differenza di altre certificazioni ESG, che possono riguardare sistemi di gestione aziendale, emissioni o prestazioni ambientali dei prodotti, FSC si concentra sulla gestione forestale e sulla catena di custodia dei materiali certificati.

Il sistema definisce standard che considerano gli aspetti ambientali, sociali ed economici della gestione forestale. Il rispetto dei requisiti viene verificato da organismi di certificazione indipendenti.

Per comprendere come funziona la certificazione FSC è necessario distinguere due ambiti:

Certificazione di gestione forestale: riguarda le organizzazioni responsabili della gestione delle foreste e verifica il rispetto degli standard FSC applicabili.

Certificazione della catena di custodia (FSC CoC): riguarda le aziende che acquistano, trasformano o commercializzano materiali forestali e intendono mantenere le dichiarazioni FSC lungo la filiera.

Quest'ultima è particolarmente rilevante per le imprese manifatturiere. Un produttore di imballaggi, ad esempio, può acquistare carta certificata FSC e gestirne la trasformazione in scatole o confezioni, mantenendo le dichiarazioni previste dal sistema.

La certificazione della catena di custodia si inserisce anche nei processi di valutazione dei fornitori, nei quali le aziende devono raccogliere e verificare informazioni sulle materie prime, sulle certificazioni possedute e sulla loro validità.

La certificazione FSC per legno, carta e cartone si articola inoltre in tre principali tipologie di etichetta:

Infografica sulle tre etichette della certificazione FSC: FSC 100% per materiali da foreste certificate, FSC Mix per fonti miste e FSC Recycled per materiali riciclati.

FSC 100%: identifica prodotti realizzati con materiali provenienti da foreste certificate FSC. È utilizzata per documentare l'approvvigionamento di materiale forestale vergine certificato.

FSC Mix: identifica prodotti conformi ai requisiti FSC per l'impiego di materiali certificati, riciclati e/o controllati. La dichiarazione dipende dal sistema di controllo applicato e non indica necessariamente una percentuale fissa di materiale certificato presente nel singolo prodotto.

FSC Recycled: identifica prodotti realizzati con il 100% di materiali riciclati secondo gli standard FSC, provenienti da materiali recuperati prima o dopo il consumo. Nel settore della carta e del cartone, questa certificazione permette di documentare l'impiego di fibre riciclate.

La distinzione tra queste etichette è importante per le aziende che devono documentare le caratteristiche dei materiali acquistati: una dichiarazione FSC Mix, ad esempio, non può essere interpretata automaticamente come equivalente a FSC 100% o FSC Recycled.

Per controllare una certificazione è possibile utilizzare il database pubblico FSC, verificando lo stato del certificato, il relativo ambito di applicazione e la corrispondenza con le dichiarazioni riportate nei documenti commerciali del fornitore.

FSC vs PEFC: quali sono le differenze?

FSC e PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification) sono due sistemi internazionali di certificazione forestale. Entrambi prevedono standard per la gestione sostenibile delle foreste, certificazioni della catena di custodia e controlli effettuati da organismi indipendenti.

La differenza principale riguarda il modello di definizione degli standard. FSC utilizza principi e criteri internazionali, applicati attraverso standard forestali specifici per i territori. PEFC riconosce invece sistemi nazionali di certificazione che soddisfano i propri requisiti internazionali.

Criterio

FSC

PEFC

Modello

Principi e criteri internazionali FSC

Riconoscimento di sistemi nazionali

Gestione forestale

Standard FSC applicabili al territorio

Standard nazionali riconosciuti PEFC

Catena di custodia

Certificazione FSC CoC

Certificazione PEFC CoC

Verifiche

Organismi indipendenti

Organismi indipendenti

Conformità EUDR e PPWR

Da verificare separatamente

Da verificare separatamente

Quale delle due è più diffusa in Italia?

La risposta è dipende, infatti cambia a seconda dell'indicatore utilizzato.

Secondo i dati relativi al 2025, le superfici forestali certificate PEFC in Italia raggiungono circa 1,12 milioni di ettari, contro circa 156.000 ettari certificati FSC. PEFC presenta quindi una diffusione nettamente maggiore nella gestione delle foreste italiane.

Il rapporto cambia considerando le imprese coinvolte nella certificazione della catena di custodia. I dati del Report FSC Italia 2025 indicano oltre 5.100 aziende coinvolte nel sistema FSC, rispetto a circa 1.735 aziende certificate PEFC. Nel settore degli imballaggi, FSC conta inoltre 1.488 certificati collegati al packaging in Italia.

Questi indicatori misurano aspetti differenti e possono utilizzare criteri di conteggio non perfettamente equivalenti. Mostrano comunque una distinzione significativa tra l'estensione della certificazione forestale e la sua diffusione nelle filiere produttive.

Anche la visibilità dei marchi è diversa. FSC è facilmente riconoscibile su confezioni, quaderni e altri prodotti destinati al consumatore finale. PEFC ha una presenza importante nella gestione forestale e nella filiera del legno, pur essendo utilizzata anche su prodotti di consumo.

Per le aziende, la scelta tra FSC e PEFC dipende dai requisiti dei clienti, dalla disponibilità di materiali certificati e dalle caratteristiche della catena di fornitura. Entrambe possono essere utilizzate per qualificare i fornitori, purché vengano verificati la validità dei certificati e i prodotti effettivamente coperti.

Certificazione FSC e PPWR: quale ruolo nella conformità degli imballaggi?

Il Regolamento (UE) 2025/40, noto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), è il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. La normativa PPWR si applica dal 12 agosto 2026, con ulteriori requisiti soggetti a scadenze successive.

Il nuovo regolamento PPWR sugli imballaggi introduce obblighi relativi alla progettazione, alla composizione, alla riciclabilità e alla documentazione dei prodotti immessi sul mercato europeo.

Per le aziende che producono o utilizzano imballaggi in carta e cartone, la certificazione FSC può fornire informazioni sulla provenienza delle fibre forestali e sulle dichiarazioni associate ai materiali acquistati.

Un produttore di scatole, ad esempio, può utilizzare cartone certificato FSC e mantenerne la tracciabilità attraverso una catena di custodia certificata. Questo permette di documentare determinate caratteristiche delle materie prime e di rispondere alle richieste dei clienti sull'approvvigionamento.

Tuttavia, la conformità al regolamento PPWR dipende anche da requisiti tecnici che la certificazione forestale non verifica.

Infografica sul ruolo della certificazione FSC nella compliance PPWR: tracciabilità delle fibre forestali e ulteriori verifiche su riciclabilità, composizione, riduzione e documentazione degli imballaggi.

Riciclabilità: il PPWR stabilisce requisiti per la riciclabilità degli imballaggi, con criteri tecnici e modalità di valutazione soggetti a un'applicazione progressiva. Le prescrizioni relative alla progettazione per il riciclo si applicano dal 2030 o dalla successiva data prevista in funzione degli atti delegati. La certificazione FSC documenta determinate caratteristiche delle fibre forestali, ma non dimostra la riciclabilità dell'imballaggio finito.

Riduzione degli imballaggi: le aziende devono considerare i requisiti di minimizzazione di peso e volume, garantendo le funzioni necessarie dell'imballaggio, secondo le scadenze previste dal regolamento.

Composizione: devono essere rispettate le restrizioni applicabili alle sostanze presenti nei materiali e gli altri requisiti pertinenti alla specifica categoria di imballaggio.

Documentazione di conformità: i fabbricanti devono predisporre le valutazioni e le informazioni tecniche richieste per dimostrare il rispetto delle disposizioni applicabili.

Un aspetto particolarmente rilevante per la gestione della filiera è previsto dall'articolo 16 del PPWR, che disciplina gli obblighi informativi dei fornitori di imballaggi e materiali di imballaggio. I fornitori devono mettere a disposizione dei fabbricanti le informazioni e la documentazione necessarie a dimostrare la conformità dei prodotti, comprese le informazioni tecniche pertinenti.

Anche la certificazione FSC Recycled deve essere interpretata correttamente: può documentare l'utilizzo di materiali riciclati secondo gli standard FSC, ma non sostituisce le verifiche normative relative alla composizione e alla riciclabilità del prodotto finito.

Per gestire questi requisiti, un'azienda dovrebbe associare a ciascuna referenza di imballaggio le certificazioni dei materiali, le specifiche tecniche, i dati sulla composizione e le valutazioni di conformità. Un software per la compliance PPWR può supportare l'organizzazione di queste informazioni, soprattutto quando i prodotti e i fornitori coinvolti sono numerosi.

Certificazione FSC ed EUDR: come supporta la due diligence?

Il Regolamento (UE) 2023/1115, conosciuto come EUDR (EU Deforestation Regulation), è la normativa europea sulla deforestazione che disciplina l'immissione sul mercato europeo e l'esportazione di determinate materie prime e prodotti associati al rischio di deforestazione e degrado forestale.

Tra le materie prime interessate figura il legno, insieme ai prodotti derivati inclusi nell'allegato I del regolamento.

A seguito delle modifiche introdotte dal Regolamento (UE) 2025/2650, le principali scadenze di applicazione sono state posticipate:

  • 30 dicembre 2026: per le imprese medie e grandi e per le microimprese e piccole imprese già soggette al precedente regolamento europeo sul legno (EUTR).

  • 30 giugno 2027: per la maggior parte delle microimprese e piccole imprese.

Gli obblighi variano in base al ruolo dell'azienda nella filiera. Gli operatori che immettono per primi sul mercato i prodotti interessati sono soggetti agli adempimenti di dovuta diligenza previsti dal regolamento, mentre per gli operatori a valle e i commercianti sono stabiliti obblighi differenziati.

Le semplificazioni introdotte nel 2025 hanno ridotto alcuni adempimenti per gli operatori a valle e i commercianti. Per questo, nell'affrontare la conformità al regolamento EUDR, è necessario identificare correttamente il ruolo dell'azienda e i prodotti effettivamente interessati.

Infografica sulla certificazione FSC e il regolamento EUDR: dalla tracciabilità del legno ai dati geografici, alla valutazione del rischio e alla due diligence per il mercato UE.

La certificazione FSC può contribuire alla due diligence EUDR grazie alle procedure di controllo della filiera e alla documentazione associata ai materiali certificati.

Per supportare le aziende, FSC ha inoltre sviluppato FSC Aligned for EUDR, un insieme di strumenti specificamente orientati ai requisiti del regolamento.

Tra questi figura il FSC Regulatory Module, un modulo volontario aggiuntivo che integra i requisiti FSC con procedure dedicate alla raccolta delle informazioni, alla valutazione dei rischi e alla gestione dei dati necessari alla dovuta diligenza.

Nell'agosto 2026 FSC ha pubblicato la versione 1.1 del modulo, entrata in vigore il 17 agosto 2026.

Sono inoltre disponibili strumenti come FSC Risk Hub, dedicato alle informazioni sui rischi di approvvigionamento, e FSC Trace, sviluppato per facilitare lo scambio e la tracciabilità delle informazioni nella filiera.

Per un'azienda che acquista legno da più Paesi, questi strumenti possono supportare l'organizzazione dei dati ricevuti dai fornitori e le attività di verifica.

La certificazione FSC non equivale a una certificazione EUDR né garantisce automaticamente la conformità al regolamento. Gli obblighi rimangono quelli stabiliti dalla normativa per ciascuna categoria di operatore.

Per gli operatori soggetti alla dovuta diligenza, la documentazione richiesta dall'EUDR comprende informazioni sull'origine dei prodotti, la geolocalizzazione degli appezzamenti di produzione, il periodo di produzione e gli elementi necessari a dimostrare il rispetto della legislazione pertinente.

Questi operatori devono inoltre valutare il rischio che i prodotti non siano conformi e, quando necessario, adottare misure per ridurlo a un livello nullo o trascurabile.

Per i soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione di dovuta diligenza EUDR, è necessario seguire le procedure previste dal regolamento e utilizzare il sistema informativo europeo secondo gli obblighi applicabili. Per alcune categorie, come gli operatori primari di dimensioni micro o piccole che soddisfano le condizioni previste, sono stabilite procedure semplificate.

Un'impresa che acquista componenti in legno da fornitori certificati FSC potrebbe quindi dover richiedere informazioni supplementari sull'origine delle materie prime e sulle verifiche effettuate. La natura di queste richieste dipenderà dal ruolo dell'impresa e dal prodotto interessato.

La gestione della conformità EUDR richiede di collegare le informazioni ai prodotti e ai fornitori, mantenendo una documentazione aggiornata e coerente con gli obblighi applicabili.

Dalla certificazione FSC alla gestione della compliance aziendale

Le certificazioni FSC e PEFC possono supportare le aziende nella qualificazione dei fornitori e nella tracciabilità dei materiali forestali. Per utilizzarle efficacemente nei processi di conformità normativa, è necessario collegare le informazioni certificate ai requisiti specifici dei prodotti.

Nel caso del PPWR, questo significa integrare le certificazioni forestali con le caratteristiche tecniche degli imballaggi, le valutazioni di riciclabilità e la documentazione di conformità.

Per l'EUDR, occorre gestire le informazioni sull'origine delle materie prime, i dati geografici e le verifiche di dovuta diligenza richieste ai soggetti interessati, tenendo conto delle differenze tra gli operatori della filiera.

Quando i documenti sono distribuiti tra ufficio acquisti, qualità, sostenibilità e fornitori, diventa più complesso individuare certificati scaduti, informazioni mancanti e verifiche ancora da completare.

Una gestione centralizzata consente di associare certificazioni, dati e documenti ai rispettivi prodotti e fornitori, mantenendo traccia delle attività svolte.

Metrikflow supporta le aziende nell'organizzazione delle informazioni e nel coordinamento delle attività tra i diversi reparti coinvolti, facilitando la preparazione documentale necessaria per affrontare requisiti normativi come quelli previsti da EUDR e PPWR.

La certificazione FSC è uno dei principali sistemi di certificazione forestale utilizzati dalle aziende per documentare l'approvvigionamento responsabile di materiali come legno, carta e cartone. Per i produttori di imballaggi e le imprese manifatturiere, rappresenta un riferimento nella qualificazione dei fornitori e nella tracciabilità delle materie prime.

La sua rilevanza interessa anche la conformità normativa. Il regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR) e il nuovo regolamento sugli imballaggi (PPWR) richiedono alle aziende di gestire informazioni specifiche sui prodotti e sulle rispettive filiere.

Quali garanzie offre quindi la certificazione FSC? Quali differenze presenta rispetto alla certificazione PEFC e come può contribuire agli adempimenti EUDR e PPWR?

Che cos'è la certificazione FSC?

La certificazione FSC, acronimo di Forest Stewardship Council, è una certificazione ambientale volontaria dedicata alla gestione responsabile delle foreste e alla tracciabilità dei materiali di origine forestale.

A differenza di altre certificazioni ESG, che possono riguardare sistemi di gestione aziendale, emissioni o prestazioni ambientali dei prodotti, FSC si concentra sulla gestione forestale e sulla catena di custodia dei materiali certificati.

Il sistema definisce standard che considerano gli aspetti ambientali, sociali ed economici della gestione forestale. Il rispetto dei requisiti viene verificato da organismi di certificazione indipendenti.

Per comprendere come funziona la certificazione FSC è necessario distinguere due ambiti:

Certificazione di gestione forestale: riguarda le organizzazioni responsabili della gestione delle foreste e verifica il rispetto degli standard FSC applicabili.

Certificazione della catena di custodia (FSC CoC): riguarda le aziende che acquistano, trasformano o commercializzano materiali forestali e intendono mantenere le dichiarazioni FSC lungo la filiera.

Quest'ultima è particolarmente rilevante per le imprese manifatturiere. Un produttore di imballaggi, ad esempio, può acquistare carta certificata FSC e gestirne la trasformazione in scatole o confezioni, mantenendo le dichiarazioni previste dal sistema.

La certificazione della catena di custodia si inserisce anche nei processi di valutazione dei fornitori, nei quali le aziende devono raccogliere e verificare informazioni sulle materie prime, sulle certificazioni possedute e sulla loro validità.

La certificazione FSC per legno, carta e cartone si articola inoltre in tre principali tipologie di etichetta:

Infografica sulle tre etichette della certificazione FSC: FSC 100% per materiali da foreste certificate, FSC Mix per fonti miste e FSC Recycled per materiali riciclati.

FSC 100%: identifica prodotti realizzati con materiali provenienti da foreste certificate FSC. È utilizzata per documentare l'approvvigionamento di materiale forestale vergine certificato.

FSC Mix: identifica prodotti conformi ai requisiti FSC per l'impiego di materiali certificati, riciclati e/o controllati. La dichiarazione dipende dal sistema di controllo applicato e non indica necessariamente una percentuale fissa di materiale certificato presente nel singolo prodotto.

FSC Recycled: identifica prodotti realizzati con il 100% di materiali riciclati secondo gli standard FSC, provenienti da materiali recuperati prima o dopo il consumo. Nel settore della carta e del cartone, questa certificazione permette di documentare l'impiego di fibre riciclate.

La distinzione tra queste etichette è importante per le aziende che devono documentare le caratteristiche dei materiali acquistati: una dichiarazione FSC Mix, ad esempio, non può essere interpretata automaticamente come equivalente a FSC 100% o FSC Recycled.

Per controllare una certificazione è possibile utilizzare il database pubblico FSC, verificando lo stato del certificato, il relativo ambito di applicazione e la corrispondenza con le dichiarazioni riportate nei documenti commerciali del fornitore.

FSC vs PEFC: quali sono le differenze?

FSC e PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification) sono due sistemi internazionali di certificazione forestale. Entrambi prevedono standard per la gestione sostenibile delle foreste, certificazioni della catena di custodia e controlli effettuati da organismi indipendenti.

La differenza principale riguarda il modello di definizione degli standard. FSC utilizza principi e criteri internazionali, applicati attraverso standard forestali specifici per i territori. PEFC riconosce invece sistemi nazionali di certificazione che soddisfano i propri requisiti internazionali.

Criterio

FSC

PEFC

Modello

Principi e criteri internazionali FSC

Riconoscimento di sistemi nazionali

Gestione forestale

Standard FSC applicabili al territorio

Standard nazionali riconosciuti PEFC

Catena di custodia

Certificazione FSC CoC

Certificazione PEFC CoC

Verifiche

Organismi indipendenti

Organismi indipendenti

Conformità EUDR e PPWR

Da verificare separatamente

Da verificare separatamente

Quale delle due è più diffusa in Italia?

La risposta è dipende, infatti cambia a seconda dell'indicatore utilizzato.

Secondo i dati relativi al 2025, le superfici forestali certificate PEFC in Italia raggiungono circa 1,12 milioni di ettari, contro circa 156.000 ettari certificati FSC. PEFC presenta quindi una diffusione nettamente maggiore nella gestione delle foreste italiane.

Il rapporto cambia considerando le imprese coinvolte nella certificazione della catena di custodia. I dati del Report FSC Italia 2025 indicano oltre 5.100 aziende coinvolte nel sistema FSC, rispetto a circa 1.735 aziende certificate PEFC. Nel settore degli imballaggi, FSC conta inoltre 1.488 certificati collegati al packaging in Italia.

Questi indicatori misurano aspetti differenti e possono utilizzare criteri di conteggio non perfettamente equivalenti. Mostrano comunque una distinzione significativa tra l'estensione della certificazione forestale e la sua diffusione nelle filiere produttive.

Anche la visibilità dei marchi è diversa. FSC è facilmente riconoscibile su confezioni, quaderni e altri prodotti destinati al consumatore finale. PEFC ha una presenza importante nella gestione forestale e nella filiera del legno, pur essendo utilizzata anche su prodotti di consumo.

Per le aziende, la scelta tra FSC e PEFC dipende dai requisiti dei clienti, dalla disponibilità di materiali certificati e dalle caratteristiche della catena di fornitura. Entrambe possono essere utilizzate per qualificare i fornitori, purché vengano verificati la validità dei certificati e i prodotti effettivamente coperti.

Certificazione FSC e PPWR: quale ruolo nella conformità degli imballaggi?

Il Regolamento (UE) 2025/40, noto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), è il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. La normativa PPWR si applica dal 12 agosto 2026, con ulteriori requisiti soggetti a scadenze successive.

Il nuovo regolamento PPWR sugli imballaggi introduce obblighi relativi alla progettazione, alla composizione, alla riciclabilità e alla documentazione dei prodotti immessi sul mercato europeo.

Per le aziende che producono o utilizzano imballaggi in carta e cartone, la certificazione FSC può fornire informazioni sulla provenienza delle fibre forestali e sulle dichiarazioni associate ai materiali acquistati.

Un produttore di scatole, ad esempio, può utilizzare cartone certificato FSC e mantenerne la tracciabilità attraverso una catena di custodia certificata. Questo permette di documentare determinate caratteristiche delle materie prime e di rispondere alle richieste dei clienti sull'approvvigionamento.

Tuttavia, la conformità al regolamento PPWR dipende anche da requisiti tecnici che la certificazione forestale non verifica.

Infografica sul ruolo della certificazione FSC nella compliance PPWR: tracciabilità delle fibre forestali e ulteriori verifiche su riciclabilità, composizione, riduzione e documentazione degli imballaggi.

Riciclabilità: il PPWR stabilisce requisiti per la riciclabilità degli imballaggi, con criteri tecnici e modalità di valutazione soggetti a un'applicazione progressiva. Le prescrizioni relative alla progettazione per il riciclo si applicano dal 2030 o dalla successiva data prevista in funzione degli atti delegati. La certificazione FSC documenta determinate caratteristiche delle fibre forestali, ma non dimostra la riciclabilità dell'imballaggio finito.

Riduzione degli imballaggi: le aziende devono considerare i requisiti di minimizzazione di peso e volume, garantendo le funzioni necessarie dell'imballaggio, secondo le scadenze previste dal regolamento.

Composizione: devono essere rispettate le restrizioni applicabili alle sostanze presenti nei materiali e gli altri requisiti pertinenti alla specifica categoria di imballaggio.

Documentazione di conformità: i fabbricanti devono predisporre le valutazioni e le informazioni tecniche richieste per dimostrare il rispetto delle disposizioni applicabili.

Un aspetto particolarmente rilevante per la gestione della filiera è previsto dall'articolo 16 del PPWR, che disciplina gli obblighi informativi dei fornitori di imballaggi e materiali di imballaggio. I fornitori devono mettere a disposizione dei fabbricanti le informazioni e la documentazione necessarie a dimostrare la conformità dei prodotti, comprese le informazioni tecniche pertinenti.

Anche la certificazione FSC Recycled deve essere interpretata correttamente: può documentare l'utilizzo di materiali riciclati secondo gli standard FSC, ma non sostituisce le verifiche normative relative alla composizione e alla riciclabilità del prodotto finito.

Per gestire questi requisiti, un'azienda dovrebbe associare a ciascuna referenza di imballaggio le certificazioni dei materiali, le specifiche tecniche, i dati sulla composizione e le valutazioni di conformità. Un software per la compliance PPWR può supportare l'organizzazione di queste informazioni, soprattutto quando i prodotti e i fornitori coinvolti sono numerosi.

Certificazione FSC ed EUDR: come supporta la due diligence?

Il Regolamento (UE) 2023/1115, conosciuto come EUDR (EU Deforestation Regulation), è la normativa europea sulla deforestazione che disciplina l'immissione sul mercato europeo e l'esportazione di determinate materie prime e prodotti associati al rischio di deforestazione e degrado forestale.

Tra le materie prime interessate figura il legno, insieme ai prodotti derivati inclusi nell'allegato I del regolamento.

A seguito delle modifiche introdotte dal Regolamento (UE) 2025/2650, le principali scadenze di applicazione sono state posticipate:

  • 30 dicembre 2026: per le imprese medie e grandi e per le microimprese e piccole imprese già soggette al precedente regolamento europeo sul legno (EUTR).

  • 30 giugno 2027: per la maggior parte delle microimprese e piccole imprese.

Gli obblighi variano in base al ruolo dell'azienda nella filiera. Gli operatori che immettono per primi sul mercato i prodotti interessati sono soggetti agli adempimenti di dovuta diligenza previsti dal regolamento, mentre per gli operatori a valle e i commercianti sono stabiliti obblighi differenziati.

Le semplificazioni introdotte nel 2025 hanno ridotto alcuni adempimenti per gli operatori a valle e i commercianti. Per questo, nell'affrontare la conformità al regolamento EUDR, è necessario identificare correttamente il ruolo dell'azienda e i prodotti effettivamente interessati.

Infografica sulla certificazione FSC e il regolamento EUDR: dalla tracciabilità del legno ai dati geografici, alla valutazione del rischio e alla due diligence per il mercato UE.

La certificazione FSC può contribuire alla due diligence EUDR grazie alle procedure di controllo della filiera e alla documentazione associata ai materiali certificati.

Per supportare le aziende, FSC ha inoltre sviluppato FSC Aligned for EUDR, un insieme di strumenti specificamente orientati ai requisiti del regolamento.

Tra questi figura il FSC Regulatory Module, un modulo volontario aggiuntivo che integra i requisiti FSC con procedure dedicate alla raccolta delle informazioni, alla valutazione dei rischi e alla gestione dei dati necessari alla dovuta diligenza.

Nell'agosto 2026 FSC ha pubblicato la versione 1.1 del modulo, entrata in vigore il 17 agosto 2026.

Sono inoltre disponibili strumenti come FSC Risk Hub, dedicato alle informazioni sui rischi di approvvigionamento, e FSC Trace, sviluppato per facilitare lo scambio e la tracciabilità delle informazioni nella filiera.

Per un'azienda che acquista legno da più Paesi, questi strumenti possono supportare l'organizzazione dei dati ricevuti dai fornitori e le attività di verifica.

La certificazione FSC non equivale a una certificazione EUDR né garantisce automaticamente la conformità al regolamento. Gli obblighi rimangono quelli stabiliti dalla normativa per ciascuna categoria di operatore.

Per gli operatori soggetti alla dovuta diligenza, la documentazione richiesta dall'EUDR comprende informazioni sull'origine dei prodotti, la geolocalizzazione degli appezzamenti di produzione, il periodo di produzione e gli elementi necessari a dimostrare il rispetto della legislazione pertinente.

Questi operatori devono inoltre valutare il rischio che i prodotti non siano conformi e, quando necessario, adottare misure per ridurlo a un livello nullo o trascurabile.

Per i soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione di dovuta diligenza EUDR, è necessario seguire le procedure previste dal regolamento e utilizzare il sistema informativo europeo secondo gli obblighi applicabili. Per alcune categorie, come gli operatori primari di dimensioni micro o piccole che soddisfano le condizioni previste, sono stabilite procedure semplificate.

Un'impresa che acquista componenti in legno da fornitori certificati FSC potrebbe quindi dover richiedere informazioni supplementari sull'origine delle materie prime e sulle verifiche effettuate. La natura di queste richieste dipenderà dal ruolo dell'impresa e dal prodotto interessato.

La gestione della conformità EUDR richiede di collegare le informazioni ai prodotti e ai fornitori, mantenendo una documentazione aggiornata e coerente con gli obblighi applicabili.

Dalla certificazione FSC alla gestione della compliance aziendale

Le certificazioni FSC e PEFC possono supportare le aziende nella qualificazione dei fornitori e nella tracciabilità dei materiali forestali. Per utilizzarle efficacemente nei processi di conformità normativa, è necessario collegare le informazioni certificate ai requisiti specifici dei prodotti.

Nel caso del PPWR, questo significa integrare le certificazioni forestali con le caratteristiche tecniche degli imballaggi, le valutazioni di riciclabilità e la documentazione di conformità.

Per l'EUDR, occorre gestire le informazioni sull'origine delle materie prime, i dati geografici e le verifiche di dovuta diligenza richieste ai soggetti interessati, tenendo conto delle differenze tra gli operatori della filiera.

Quando i documenti sono distribuiti tra ufficio acquisti, qualità, sostenibilità e fornitori, diventa più complesso individuare certificati scaduti, informazioni mancanti e verifiche ancora da completare.

Una gestione centralizzata consente di associare certificazioni, dati e documenti ai rispettivi prodotti e fornitori, mantenendo traccia delle attività svolte.

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AUTORE

Foto ritratto Alessandro Nora

Alessandro Nora

CEO e cofondatore

La volontà di Alessandro è quella di generare un impatto concreto sulla sostenibilità. Dopo aver fondato un marketplace di fashion sostenibile, sceglie di dedicarsi alla digitalizzazione dell’ESG con l’obiettivo di rendere la sostenibilità più concreta, misurabile e accessibile per le aziende. Founder attento e metodico, con esperienze tra Genova, Berlino e Lisbona, Alessandro unisce visione internazionale e rigore operativo nello sviluppo di soluzioni digitali che semplificano normative ESG e compliance, supportando le imprese nell’adeguamento a normative, certificazioni e rating ESG attraverso strumenti strutturati e audit-ready. Temi trattati: CSRD, CSDDD, EUDR, CBAM rating ESG, certificazioni ESG, Ecovadis, governance della sostenibilità, compliance normativa.

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