Certificazioni, rating e valutazioni ESG

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Certificazione della Parità di Genere: cos’è, come funziona e perché è importante per le aziende

Certificazione della Parità di Genere: cos’è, come funziona e perché è importante per le aziende

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Foto ritratto Alessandro Nora
Alessandro Nora
UNI PDR:125 - Gender Equality









Cos’è la Certificazione della Parità di Genere?

La Certificazione della Parità di Genere è un riconoscimento formale che valuta l’impegno di un’organizzazione nel garantire pari opportunità tra donne e uomini all’interno del contesto lavorativo.

La certificazione considera diverse dimensioni: accesso al lavoro, crescita professionale, equità retributiva, opportunità di leadership, conciliazione vita-lavoro e supporto alla genitorialità. In questo senso, non si tratta solo di un riconoscimento simbolico, ma di uno strumento strutturato che aiuta le aziende a ridurre il gender gap e a costruire ambienti di lavoro più equi, inclusivi e partecipativi.

In Italia, la certificazione si basa sulla UNI/PdR 125:2022, introdotta nel 2022 per offrire alle aziende una metodologia condivisa, misurabile e verificabile. Le imprese possono fare riferimento al portale ufficiale della Certificazione della Parità di Genere, mentre il processo di certificazione coinvolge organismi accreditati, consultabili anche tramite Accredia.

Il tema rientra pienamente nella dimensione Social dell’ESG. È inoltre collegato alle politiche europee e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare all’SDG 5 sulla parità di genere, dedicato al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e all’empowerment di donne e ragazze.

Per le aziende, lavorare sulla parità di genere non è più solo una questione di cultura interna. È un tema sempre più rilevante per employer branding, reporting ESG, gare pubbliche, aspettative degli investitori e fiducia degli stakeholder.

Quadro normativo e incentivi previsti

Anche se la Certificazione della Parità di Genere non è obbligatoria, il quadro normativo italiano ha introdotto diversi incentivi per incoraggiarne l’adozione.

Le aziende certificate possono beneficiare di:

  • uno sgravio contributivo pari all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 50.000 euro annui;

  • punteggi premiali nelle gare d’appalto pubbliche;

  • una riduzione del 20% delle cauzioni richieste nei bandi;

  • accesso a fondi pubblici a supporto del percorso di certificazione, soprattutto per PMI e microimprese.

A queste leve economiche si aggiungono vantaggi reputazionali e competitivi.

Un’azienda che dimostra un impegno strutturato sulla parità di genere rafforza la propria brand image, migliora la capacità di attrarre e trattenere talenti e si allinea alle best practice internazionali in materia di diversity, equity & inclusion.

Questo è particolarmente importante in un contesto in cui le performance ESG vengono valutate non solo attraverso dati ambientali, ma anche tramite indicatori sociali legati a persone, governance e cultura aziendale. Per questo, i dati sulla parità di genere possono diventare rilevanti anche nel bilancio di sostenibilità, nei rating ESG e nelle valutazioni dei fornitori.

Come funziona la certificazione UNI/PdR 125:2022

La certificazione UNI/PdR 125:2022 si basa su un modello strutturato attorno a sei aree tematiche:

  1. Cultura e strategia

  2. Governance

  3. Processi HR

  4. Opportunità di crescita e inclusione

  5. Equità retributiva

  6. Conciliazione vita-lavoro e genitorialità

Ogni area include indicatori qualitativi e quantitativi, ponderati secondo un sistema a punteggio. Per ottenere la certificazione, l’organizzazione deve raggiungere almeno il 60% del punteggio totale previsto.

Il percorso prevede generalmente:

  • una valutazione iniziale della situazione aziendale;

  • una gap analysis rispetto ai requisiti della UNI/PdR 125:2022;

  • l’implementazione di azioni di miglioramento;

  • la raccolta delle evidenze documentali;

  • un audit svolto da un organismo di certificazione accreditato.

La certificazione ha durata triennale, ma è soggetta ad audit annuali di sorveglianza per verificare che l’organizzazione continui a rispettare i requisiti nel tempo.

Questo significa che le aziende non possono trattare la parità di genere come un progetto una tantum. È necessario costruire un sistema di gestione continuo, monitorare KPI, aggiornare policy e dimostrare i progressi attraverso evidenze concrete.

Questa logica è molto simile ad altri processi ESG: i dati devono essere raccolti, validati, monitorati e riutilizzati in diversi output, dalle dashboard interne al reporting esterno. Standard come i GRI Standards o i VSME possono aiutare le aziende a strutturare meglio le informazioni sociali e di governance in modo coerente.

Benefici per le aziende

Investire nella parità di genere può generare benefici su diversi livelli.

Rafforzamento della cultura aziendale

Ambienti di lavoro inclusivi favoriscono benessere, engagement e partecipazione. Quando le persone percepiscono che crescita professionale, retribuzione e opportunità sono gestite in modo equo, il clima organizzativo migliora.

Questo può contribuire anche a ridurre turnover, assenteismo e conflitti interni.

Maggiore attrattività e retention dei talenti

Le politiche di parità di genere possono rendere l’azienda più attrattiva per professionisti qualificati, soprattutto in mercati del lavoro competitivi.

I candidati valutano sempre più spesso i datori di lavoro non solo in base a retribuzione o ruolo, ma anche in base a valori, inclusione, flessibilità e opportunità di crescita.

Posizionamento ESG e sostenibilità più solido

La Certificazione della Parità di Genere può diventare un asset importante nella comunicazione ESG e nel reporting di sostenibilità.

Fornisce evidenze misurabili dell’impegno aziendale sul pilastro Social dell’ESG, aiutando le organizzazioni a comunicare le proprie azioni in modo più credibile e strutturato.

Questo è particolarmente rilevante per le aziende che vogliono rafforzare il proprio rating ESG, preparare un bilancio di sostenibilità o rispondere a richieste dei clienti su diversity, equity & inclusion.

Vantaggi competitivi ed economici

La certificazione può supportare anche lo sviluppo commerciale, migliorando il posizionamento dell’azienda in gare pubbliche e processi di procurement.

Per le organizzazioni che lavorano con grandi aziende, enti pubblici o settori regolamentati, avere pratiche sociali e di governance strutturate può diventare un elemento differenziante.

Evitare approcci superficiali

La vera sfida non è semplicemente ottenere la certificazione, ma integrare la parità di genere nella strategia e nelle attività quotidiane dell’azienda.

Un approccio superficiale rischia di trasformare la certificazione in un esercizio di comunicazione, invece che in un reale percorso di trasformazione. Questo può esporre le aziende ad accuse di diversity washing o pinkwashing, soprattutto quando i claim esterni non sono supportati da policy, dati e progressi misurabili.

Per questo motivo, le aziende dovrebbero affrontare la certificazione come parte di un sistema più ampio di gestione ESG.

Questo significa collegare le policy sulla parità di genere ai processi HR, alle strutture di governance, al monitoraggio dei KPI, alla formazione interna, al reporting e ai piani di miglioramento continuo.

Lo stesso principio vale per la comunicazione della sostenibilità in generale: le dichiarazioni devono essere basate su dati chiari, evidenze e metodologie tracciabili. Questo diventa sempre più importante anche nel contesto della Direttiva Antigreenwashing, che spinge le aziende verso una comunicazione della sostenibilità più verificabile.

Come Metrikflow può supportare il percorso di certificazione

Metrikflow aiuta le aziende a semplificare e strutturare il percorso verso la Certificazione della Parità di Genere attraverso una piattaforma digitale integrata.

Con Metrikflow, le aziende possono:

  • monitorare i KPI previsti dalla UNI/PdR 125:2022;

  • raccogliere e organizzare le evidenze documentali necessarie;

  • identificare gap attraverso dashboard chiare;

  • gestire piani di miglioramento con task assegnati e tracciabili;

  • centralizzare dati HR, governance ed ESG;

  • integrare le informazioni sulla parità di genere nel bilancio di sostenibilità e nei workflow di reporting ESG.

Questo rende il processo di certificazione più strutturato, misurabile e semplice da gestire nel tempo.

Invece di affidarsi a file sparsi, fogli Excel e follow-up manuali, le aziende possono creare una single source of truth per dati e documenti relativi alla parità di genere.

Con Metrikflow, la parità di genere diventa parte di un processo ESG più ampio: più facile da monitorare, più facile da migliorare e più facile da comunicare con sicurezza.

Conclusione

La Certificazione della Parità di Genere è molto più di un riconoscimento formale. È un framework pratico che aiuta le aziende a misurare, migliorare e comunicare il proprio impegno per le pari opportunità.

Basata sulla UNI/PdR 125:2022, la certificazione offre alle organizzazioni una metodologia strutturata per valutare cultura, governance, processi HR, opportunità di carriera, equità retributiva e conciliazione vita-lavoro.

Per le aziende, i benefici sono sia interni sia esterni: cultura aziendale più solida, maggiore attrattività per i talenti, migliore posizionamento ESG, accesso a incentivi e maggiore competitività in gare e processi di procurement.

Tuttavia, il vero valore della certificazione dipende da come viene implementata. Per essere credibile, la parità di genere deve essere supportata da dati, policy, azioni, KPI e monitoraggio continuo.

Una piattaforma ESG digitale come Metrikflow può aiutare le aziende a gestire questo processo in modo più efficiente, strutturato e audit-ready, trasformando la parità di genere da requisito di compliance a parte misurabile della strategia aziendale.

Report tecnico

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Cos’è la Certificazione della Parità di Genere?

La Certificazione della Parità di Genere è un riconoscimento formale che valuta l’impegno di un’organizzazione nel garantire pari opportunità tra donne e uomini all’interno del contesto lavorativo.

La certificazione considera diverse dimensioni: accesso al lavoro, crescita professionale, equità retributiva, opportunità di leadership, conciliazione vita-lavoro e supporto alla genitorialità. In questo senso, non si tratta solo di un riconoscimento simbolico, ma di uno strumento strutturato che aiuta le aziende a ridurre il gender gap e a costruire ambienti di lavoro più equi, inclusivi e partecipativi.

In Italia, la certificazione si basa sulla UNI/PdR 125:2022, introdotta nel 2022 per offrire alle aziende una metodologia condivisa, misurabile e verificabile. Le imprese possono fare riferimento al portale ufficiale della Certificazione della Parità di Genere, mentre il processo di certificazione coinvolge organismi accreditati, consultabili anche tramite Accredia.

Il tema rientra pienamente nella dimensione Social dell’ESG. È inoltre collegato alle politiche europee e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare all’SDG 5 sulla parità di genere, dedicato al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e all’empowerment di donne e ragazze.

Per le aziende, lavorare sulla parità di genere non è più solo una questione di cultura interna. È un tema sempre più rilevante per employer branding, reporting ESG, gare pubbliche, aspettative degli investitori e fiducia degli stakeholder.

Quadro normativo e incentivi previsti

Anche se la Certificazione della Parità di Genere non è obbligatoria, il quadro normativo italiano ha introdotto diversi incentivi per incoraggiarne l’adozione.

Le aziende certificate possono beneficiare di:

  • uno sgravio contributivo pari all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 50.000 euro annui;

  • punteggi premiali nelle gare d’appalto pubbliche;

  • una riduzione del 20% delle cauzioni richieste nei bandi;

  • accesso a fondi pubblici a supporto del percorso di certificazione, soprattutto per PMI e microimprese.

A queste leve economiche si aggiungono vantaggi reputazionali e competitivi.

Un’azienda che dimostra un impegno strutturato sulla parità di genere rafforza la propria brand image, migliora la capacità di attrarre e trattenere talenti e si allinea alle best practice internazionali in materia di diversity, equity & inclusion.

Questo è particolarmente importante in un contesto in cui le performance ESG vengono valutate non solo attraverso dati ambientali, ma anche tramite indicatori sociali legati a persone, governance e cultura aziendale. Per questo, i dati sulla parità di genere possono diventare rilevanti anche nel bilancio di sostenibilità, nei rating ESG e nelle valutazioni dei fornitori.

Come funziona la certificazione UNI/PdR 125:2022

La certificazione UNI/PdR 125:2022 si basa su un modello strutturato attorno a sei aree tematiche:

  1. Cultura e strategia

  2. Governance

  3. Processi HR

  4. Opportunità di crescita e inclusione

  5. Equità retributiva

  6. Conciliazione vita-lavoro e genitorialità

Ogni area include indicatori qualitativi e quantitativi, ponderati secondo un sistema a punteggio. Per ottenere la certificazione, l’organizzazione deve raggiungere almeno il 60% del punteggio totale previsto.

Il percorso prevede generalmente:

  • una valutazione iniziale della situazione aziendale;

  • una gap analysis rispetto ai requisiti della UNI/PdR 125:2022;

  • l’implementazione di azioni di miglioramento;

  • la raccolta delle evidenze documentali;

  • un audit svolto da un organismo di certificazione accreditato.

La certificazione ha durata triennale, ma è soggetta ad audit annuali di sorveglianza per verificare che l’organizzazione continui a rispettare i requisiti nel tempo.

Questo significa che le aziende non possono trattare la parità di genere come un progetto una tantum. È necessario costruire un sistema di gestione continuo, monitorare KPI, aggiornare policy e dimostrare i progressi attraverso evidenze concrete.

Questa logica è molto simile ad altri processi ESG: i dati devono essere raccolti, validati, monitorati e riutilizzati in diversi output, dalle dashboard interne al reporting esterno. Standard come i GRI Standards o i VSME possono aiutare le aziende a strutturare meglio le informazioni sociali e di governance in modo coerente.

Benefici per le aziende

Investire nella parità di genere può generare benefici su diversi livelli.

Rafforzamento della cultura aziendale

Ambienti di lavoro inclusivi favoriscono benessere, engagement e partecipazione. Quando le persone percepiscono che crescita professionale, retribuzione e opportunità sono gestite in modo equo, il clima organizzativo migliora.

Questo può contribuire anche a ridurre turnover, assenteismo e conflitti interni.

Maggiore attrattività e retention dei talenti

Le politiche di parità di genere possono rendere l’azienda più attrattiva per professionisti qualificati, soprattutto in mercati del lavoro competitivi.

I candidati valutano sempre più spesso i datori di lavoro non solo in base a retribuzione o ruolo, ma anche in base a valori, inclusione, flessibilità e opportunità di crescita.

Posizionamento ESG e sostenibilità più solido

La Certificazione della Parità di Genere può diventare un asset importante nella comunicazione ESG e nel reporting di sostenibilità.

Fornisce evidenze misurabili dell’impegno aziendale sul pilastro Social dell’ESG, aiutando le organizzazioni a comunicare le proprie azioni in modo più credibile e strutturato.

Questo è particolarmente rilevante per le aziende che vogliono rafforzare il proprio rating ESG, preparare un bilancio di sostenibilità o rispondere a richieste dei clienti su diversity, equity & inclusion.

Vantaggi competitivi ed economici

La certificazione può supportare anche lo sviluppo commerciale, migliorando il posizionamento dell’azienda in gare pubbliche e processi di procurement.

Per le organizzazioni che lavorano con grandi aziende, enti pubblici o settori regolamentati, avere pratiche sociali e di governance strutturate può diventare un elemento differenziante.

Evitare approcci superficiali

La vera sfida non è semplicemente ottenere la certificazione, ma integrare la parità di genere nella strategia e nelle attività quotidiane dell’azienda.

Un approccio superficiale rischia di trasformare la certificazione in un esercizio di comunicazione, invece che in un reale percorso di trasformazione. Questo può esporre le aziende ad accuse di diversity washing o pinkwashing, soprattutto quando i claim esterni non sono supportati da policy, dati e progressi misurabili.

Per questo motivo, le aziende dovrebbero affrontare la certificazione come parte di un sistema più ampio di gestione ESG.

Questo significa collegare le policy sulla parità di genere ai processi HR, alle strutture di governance, al monitoraggio dei KPI, alla formazione interna, al reporting e ai piani di miglioramento continuo.

Lo stesso principio vale per la comunicazione della sostenibilità in generale: le dichiarazioni devono essere basate su dati chiari, evidenze e metodologie tracciabili. Questo diventa sempre più importante anche nel contesto della Direttiva Antigreenwashing, che spinge le aziende verso una comunicazione della sostenibilità più verificabile.

Come Metrikflow può supportare il percorso di certificazione

Metrikflow aiuta le aziende a semplificare e strutturare il percorso verso la Certificazione della Parità di Genere attraverso una piattaforma digitale integrata.

Con Metrikflow, le aziende possono:

  • monitorare i KPI previsti dalla UNI/PdR 125:2022;

  • raccogliere e organizzare le evidenze documentali necessarie;

  • identificare gap attraverso dashboard chiare;

  • gestire piani di miglioramento con task assegnati e tracciabili;

  • centralizzare dati HR, governance ed ESG;

  • integrare le informazioni sulla parità di genere nel bilancio di sostenibilità e nei workflow di reporting ESG.

Questo rende il processo di certificazione più strutturato, misurabile e semplice da gestire nel tempo.

Invece di affidarsi a file sparsi, fogli Excel e follow-up manuali, le aziende possono creare una single source of truth per dati e documenti relativi alla parità di genere.

Con Metrikflow, la parità di genere diventa parte di un processo ESG più ampio: più facile da monitorare, più facile da migliorare e più facile da comunicare con sicurezza.

Conclusione

La Certificazione della Parità di Genere è molto più di un riconoscimento formale. È un framework pratico che aiuta le aziende a misurare, migliorare e comunicare il proprio impegno per le pari opportunità.

Basata sulla UNI/PdR 125:2022, la certificazione offre alle organizzazioni una metodologia strutturata per valutare cultura, governance, processi HR, opportunità di carriera, equità retributiva e conciliazione vita-lavoro.

Per le aziende, i benefici sono sia interni sia esterni: cultura aziendale più solida, maggiore attrattività per i talenti, migliore posizionamento ESG, accesso a incentivi e maggiore competitività in gare e processi di procurement.

Tuttavia, il vero valore della certificazione dipende da come viene implementata. Per essere credibile, la parità di genere deve essere supportata da dati, policy, azioni, KPI e monitoraggio continuo.

Una piattaforma ESG digitale come Metrikflow può aiutare le aziende a gestire questo processo in modo più efficiente, strutturato e audit-ready, trasformando la parità di genere da requisito di compliance a parte misurabile della strategia aziendale.

AUTORE

Foto ritratto Alessandro Nora

Alessandro Nora

CEO e cofondatore

La volontà di Alessandro è quella di generare un impatto concreto sulla sostenibilità. Dopo aver fondato un marketplace di fashion sostenibile, sceglie di dedicarsi alla digitalizzazione dell’ESG con l’obiettivo di rendere la sostenibilità più concreta, misurabile e accessibile per le aziende. Founder attento e metodico, con esperienze tra Genova, Berlino e Lisbona, Alessandro unisce visione internazionale e rigore operativo nello sviluppo di soluzioni digitali che semplificano normative ESG e compliance, supportando le imprese nell’adeguamento a normative, certificazioni e rating ESG attraverso strumenti strutturati e audit-ready. Temi trattati: CSRD, CSDDD, EUDR, CBAM rating ESG, certificazioni ESG, Ecovadis, governance della sostenibilità, compliance normativa.

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