GRI Standards: cosa sono, come funzionano e perché sono fondamentali nel reporting ESG
INTRO
Nel contesto attuale, in cui trasparenza e sostenibilità sono sempre più centrali per il mercato, il tema del GRI reporting è diventato un punto di riferimento per le aziende che vogliono comunicare in modo strutturato le proprie performance ESG.
Gli standard GRI (Global Reporting Initiative) rappresentano infatti uno dei framework più diffusi a livello globale per la rendicontazione di sostenibilità.
Ma cosa sono esattamente gli standard GRI? Su quale tipo di rendicontazione si focalizzano e come si inseriscono oggi nel panorama del reporting ESG?
Scopriamolo insieme!
Cosa sono gli standard GRI
Gli standard GRI sono un framework internazionale sviluppato dalla Global Reporting Initiative che consente alle organizzazioni di rendicontare in modo trasparente i propri impatti ambientali, sociali e di governance.
A differenza di una normativa obbligatoria, il GRI nasce come sistema volontario. Tuttavia, nel tempo si è affermato come uno standard de facto per il reporting di sostenibilità, utilizzato da migliaia di aziende in tutto il mondo.
Il suo obiettivo principale è fornire un linguaggio comune per comunicare le performance ESG, permettendo agli stakeholder (come investitori, clienti o istituzioni) di comprendere e confrontare i dati in modo più efficace e di poterle paragonare tra aziende e stati diversi in tutto il mondo.
Su quale tipo di rendicontazione si focalizza il GRI
Uno degli aspetti più distintivi del framework GRI è il suo approccio basato sull’impatto.
Gli standard GRI si concentrano principalmente su una domanda chiave:
qual è l’impatto dell’azienda sull’ambiente e sulla società?
Questo significa che gli standard GRI privilegiano una prospettiva focalizzata sugli effetti delle attività aziendali su temi come cambiamento climatico, uso delle risorse, diritti umani e condizioni di lavoro.
Questo approccio è particolarmente utile per costruire un bilancio di sostenibilità credibile, perché consente di raccontare in modo strutturato il contributo reale dell’azienda rispetto al contesto in cui opera.
In questo senso, molte aziende utilizzano un software per bilancio di sostenibilità per raccogliere e organizzare i dati secondo standard come il GRI.
GRI e materialità: un approccio diverso dalla normativa europea
Un punto fondamentale per comprendere il ruolo del GRI oggi è il confronto con il concetto di doppia materialità introdotto dalla normativa europea.
Nel GRI, la materialità è principalmente legata all’impatto dell’azienda sull’esterno.
Con la CSRD, invece, le aziende devono considerare anche il contrario: come i fattori ESG influenzano le performance finanziarie.
GRI → impatto dell’azienda su ambiente e società
CSRD → doppia materialità (impatto + rischio/opportunità finanziaria)
Per questo motivo, oggi molte aziende utilizzano il GRI come base metodologica, integrandolo con requisiti normativi più avanzati.
Come funziona il GRI framework nella pratica
Il GRI framework è strutturato in modo modulare e flessibile, permettendo alle aziende di adattare il reporting alla propria realtà operativa.
Alla base del modello GRI c’è una struttura composta da standard universali, standard tematici e, in alcuni casi, standard settoriali. Gli standard universali definiscono i principi del reporting e il contesto organizzativo, mentre quelli tematici guidano la misurazione e la comunicazione degli impatti ESG più rilevanti.
Il processo operativo parte dall’identificazione dei temi materiali, cioè degli aspetti ESG che rappresentano gli impatti più significativi per l’azienda e per i suoi stakeholder. Questa fase è centrale, perché determina quali informazioni devono essere raccolte e rendicontate.
Una volta definiti i temi materiali, il GRI richiede alle aziende di tradurre le proprie attività in dati misurabili attraverso specifiche disclosure. In concreto, gli standard GRI permettono di monitorare variabili molto diverse tra loro, tra cui:
emissioni di gas serra e consumo energetico
utilizzo delle risorse naturali, come acqua e materie prime
gestione dei rifiuti e impatti ambientali lungo il ciclo di vita
condizioni di lavoro, salute e sicurezza dei dipendenti
diversità, inclusione e diritti umani
pratiche di governance e comportamento etico
Queste variabili non vengono analizzate in modo isolato, ma sempre in relazione all’impatto generato dall’azienda. L’obiettivo non è solo misurare performance interne, ma comprendere come le attività aziendali influenzano il contesto ambientale e sociale.
Un aspetto chiave è che il GRI non impone un set rigido di indicatori uguali per tutte le aziende. Richiede invece di giustificare le scelte fatte, mantenendo coerenza, trasparenza e tracciabilità dei dati nel tempo.
Questo approccio evita un reporting superficiale o puramente descrittivo. Il risultato è un report che non si limita a comunicare, ma permette di comprendere dove l’azienda genera impatto, quali sono le priorità e dove esistono margini concreti di miglioramento.
Ha ancora senso strutturare un bilancio di sostenibilità sui GRI?
Nonostante l’evoluzione normativa, il GRI reporting rimane estremamente rilevante.
Prima di tutto, è uno standard globale. Mentre normative come la CSRD sono specifiche per l’Europa, il GRI è utilizzato a livello internazionale, rendendolo particolarmente utile per aziende con presenza globale.
Inoltre, il GRI è spesso il punto di partenza per strutturare i dati ESG. Anche quando un’azienda deve adeguarsi a standard più complessi, il framework GRI rappresenta una base già organizzata su cui costruire.
Infine, il GRI mantiene una forte credibilità presso stakeholder e investitori, proprio grazie alla sua diffusione e alla sua storia consolidata.
GRI - ESRS - VSME
Con l’evoluzione del reporting ESG, molte aziende si trovano a dover navigare tra diversi framework: GRI, ESRS e VSME. Più che alternative, questi standard rispondono a esigenze diverse e possono essere utilizzati in modo complementare.
Gli ESRS rappresentano lo standard normativo europeo obbligatorio per le aziende soggette alla CSRD. Sono progettati per garantire un alto livello di trasparenza, comparabilità e compliance, introducendo requisiti strutturati e il principio della doppia materialità.
Il GRI, invece, mantiene un approccio volontario e globale, focalizzato sull’impatto dell’azienda su ambiente e società. Per questo motivo, è spesso utilizzato come base metodologica per strutturare il reporting ESG, anche da aziende che successivamente devono allinearsi agli ESRS.
I VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs) si inseriscono in questo contesto come uno standard semplificato pensato per le piccole e medie imprese. Nascono per rispondere a una necessità concreta: permettere anche alle aziende non soggette a obblighi normativi di strutturare i propri dati ESG in modo coerente e utile per il mercato.
Se ti interessa approfondire i VSME trovi qui l’articolo dedicato
Nel concreto:
gli ESRS definiscono cosa è obbligatorio per le grandi aziende
il GRI fornisce una base solida e riconosciuta a livello internazionale
i VSME offrono un approccio più leggero e accessibile per le PMI
Come Metrikflow supporta il GRI reporting
Gestire il GRI reporting in modo efficace richiede un approccio strutturato alla raccolta e gestione dei dati ESG.
Metrikflow aiuta le aziende a centralizzare le informazioni, strutturare i dati secondo framework come il GRI e preparare report coerenti, verificabili e pronti per essere integrati con requisiti normativi.
Il risultato è un processo più efficiente, dati più affidabili e una gestione della sostenibilità realmente integrata nelle decisioni aziendali.
AUTORE

Alessandro Nora
CEO e cofondatore
La volontà di Alessandro è quella di generare un impatto concreto sulla sostenibilità. Dopo aver fondato un marketplace di fashion sostenibile, sceglie di dedicarsi alla digitalizzazione dell’ESG con l’obiettivo di rendere la sostenibilità più concreta, misurabile e accessibile per le aziende. Founder attento e metodico, con esperienze tra Genova, Berlino e Lisbona, Alessandro unisce visione internazionale e rigore operativo nello sviluppo di soluzioni digitali che semplificano normative ESG e compliance, supportando le imprese nell’adeguamento a normative, certificazioni e rating ESG attraverso strumenti strutturati e audit-ready. Temi trattati: CSRD, CSDDD, EUDR, CBAM rating ESG, certificazioni ESG, Ecovadis, governance della sostenibilità, compliance normativa.
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